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 Esperienza di (non) lavoro

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osvensk
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Ven Dic 10, 2010 6:39 pm

spidernik84 ha scritto:
Qualcuno ha avuto esperienze simili?

ciao non mi sembra una stgoria nuova la tua.questo vizio di non rispondere più alle email e di dirti al telefono ti richiamo tra un momento per poi non richiamare più lo conosco.
chiaramente non è giusto giocare coi sogni di un ragazzo che prova un interesse genuino verso questo paese facendolo illudere che aveva trovato un lavoro e facendolo umiliare oltre modo per settimane e settimane ad attendere una risposta.se fossi in te,lo richiamerei un'ultima volta,contestando educatamente ma energicamente che il modo di fare è stato bruttissimo.più che altro per non passare per cog...,e nella speranza che possa servire perché la prossima volta eviti di ricomportarsi così.
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thedeerlover
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Ven Dic 10, 2010 7:22 pm

Junipher ha scritto:
thedeerlover ha scritto:
Lavorare in fabbrica è un lavoraccio, la trovo una cosa alienante.

è più alienante non lavorare, fidati...

Questo è sicuro Laughing
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spidernik84
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Sab Dic 11, 2010 12:03 am

osvensk ha scritto:

ciao non mi sembra una stgoria nuova la tua.questo vizio di non rispondere più alle email e di dirti al telefono ti richiamo tra un momento per poi non richiamare più lo conosco.

Grazie per il supporto. Lo richiamerei ma mi incazzerei soltanto, ne sono sicuro, e senza risolvere. Preferisco non intaccare il mio entusiasmo, mi farebbe solo perdere la concentrazione e l'impegno con cui sto studiando lo svedese in vista di tempi migliori Smile.
Grazie comunque

@yngwina: grazie anche a te. Inizialmente non mi andava di investire troppo denaro e tempo per rimanere in Svezia. Nel senso, fino a qualche tempo fa l'obiettivo principale era di farmi un esperienza di lavoro all'estero, più che vivere in Svezia (stavo già per valutare Londra considerate l'offerta di lavoro e la lingua a maggior portata).
Ora che ho capito che questo paese mi piace, e molto, penso valga la pena tener duro ed eventualmente cercarsi un lavoro intermedio per potenziare la lingua e passare poi al mio settore. Passare alle pulizie o al lavoro in fabbrica mi darebbe solidità economica ma non mi aiuterebbe con la lingua. Potrei provare con il lavoro di cameriere al bar, considerato che è un lavoro che ho già svolto in passato. Tale lavoro mi aiuterebbe con la lingua, a differenza degli altri.
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yngwina
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Sab Dic 11, 2010 7:05 am

esatto e'cosi!come dici tu...hai detto bene
rispetto totale per i lavoratori e chi lavora in fabbrica,ma e' davvero un lavoro pesante e monotono
un mio amico svedese che lavora alla volvo mi dice sempre non te lo consiglio e' cosi' noioso lavorare in una catena di montaggio
un altro mio amico che lavorava alla volvo poi studio chiedendo il prestito
ora insegna mi dice sempre anche oggi(lo conosco da anni da quando lavorava in fabbrica)
mi fa guarda guadagnavo piu' alla volvo,dicendo che era sottopagato e sfruttato come insegnante,cosi' gli dissi allora torna alla volvo no?
ha sbiancato...ti ho detto tutto

fossi dittatrice farei che gli operai guadagnano piu' dei politici o attori
proprio perche' e' un lavoro durissimo
non e' mentalita' italiana,anche gli svedesi lo dicono che son lavori duri,in fabbrica dove stavo io eravamo tutti extracomunitari,slavi,iraniani,africani...solo il capo era svedese proprio perche' nessuno svedese voleva fare quel lavoro duro

la fabbrica dove lavoravo io non era famosa e prestigiosa come la volvo,ci pagavano bene ma meno della volvo
prima di lavorare in fabbrica distribuivo giornali e giravo per la citta' (a fette)portanto giornali in tutta la zona al freddo,con 20 kg di carta(e' pesante trascinare un carrello con 20 kg sulle strade nevate)
ma era meno monotono della fabbrica..e' proprio la monotonia che rende scemi
conoscevo altri che lavorarono per 10 anni e passa alla catena di montaggio e loro dicono "sai che vuol dire si?"
juniter non so che lavoro fai ma se lavori o hai lavorato in fabbrica penso che lo capiresti perche' tutti coloro che hanno lavorato o lavorano in fabbrica dicono le stesse cose e la pensano cosi'
Skish ha scritto:
Guarda, penso che lavoraccio sia inteso come lavoro pesante, ripetitivo e a volte pericoloso. Non penso c'entri l'onestà.
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yngwina
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Sab Dic 11, 2010 7:14 am

si capisco il tuo discorso,fai bene per me se insisti un po vale la pena piu'di Londra
io non ci vivrei mai a Londra pure se e' bella ma per vivere vivere..forse un anno ma non ce la farei

non ti voglio smontare ma ti dico che per il cameriere putroppo se non sai lo svedese e' una mazzata,ti prendono a fare il lavapiatti magari ma cameriere pretendono che parli bene la lingua per comunicare
pensa che io pure che avevo sfi e parlavo spigliatamente svedese avevo ogni tanto delle rogne dal capo(sul posto di cameriera)dicendo che ero lenta nella comprensione,il punto era che non conoscevo perfettamente a memoria i piatti svedesi(o nomenclatura tecnica di condimenti insomma certe cose della cucina svedese o la varieta' dele salse e cose varie erano cose ignote prima alla sottoscritta,ecc pare una cacchiata ma per dire se un turista viene in Italia e dici che so caffe in vetro magari non capisce come viene servito)non so se rendo

purtroppo per il cameriere pretendono che parli bene bene,se no e' difficile che ti danno una chance

magari col volantinaggio o lavori simili sono buoni compromessi ti prendono pure che non parli la lingua ma hai possibilita' di sentire la gente e comunicare,imparando la lingua
cosi' feci io,poi c'erano persone che si fermavano chiedevano informazioni cosi' mi esercitavo,poi sentivo la gente per strada parlare e imparavo cosi'anche io avevo esperienza(minima)di cameriera in Italia ma li' non mi presero finche' non mi diplomai

se trovi lavoro poi come cameriere bella per te,ma ti dico che e' davvero difficile difficile
a Londra per esempi prendono al Mc donald italiani che non parlano inglese o poche parole(molte che conosco fecero cosi)ma in Svezia e' un po come l Italia(che al Mc ci lavorano solo chi parla bene italiano..non prendono gente che non parla la lingua)
non ti voglio smontare lo dico solo perche' io personalmente ho avuto esperienza del genere e magari sentendo questo almeno sai che non sei il solo che ha avuto problemi o difficolta'

in bocca al lupo per tutto
hai tutta la mia solidarieta'


spidernik84 ha scritto:
osvensk ha scritto:

ciao non mi sembra una stgoria nuova la tua.questo vizio di non rispondere più alle email e di dirti al telefono ti richiamo tra un momento per poi non richiamare più lo conosco.

Grazie per il supporto. Lo richiamerei ma mi incazzerei soltanto, ne sono sicuro, e senza risolvere. Preferisco non intaccare il mio entusiasmo, mi farebbe solo perdere la concentrazione e l'impegno con cui sto studiando lo svedese in vista di tempi migliori Smile.
Grazie comunque

@yngwina: grazie anche a te. Inizialmente non mi andava di investire troppo denaro e tempo per rimanere in Svezia. Nel senso, fino a qualche tempo fa l'obiettivo principale era di farmi un esperienza di lavoro all'estero, più che vivere in Svezia (stavo già per valutare Londra considerate l'offerta di lavoro e la lingua a maggior portata).
Ora che ho capito che questo paese mi piace, e molto, penso valga la pena tener duro ed eventualmente cercarsi un lavoro intermedio per potenziare la lingua e passare poi al mio settore. Passare alle pulizie o al lavoro in fabbrica mi darebbe solidità economica ma non mi aiuterebbe con la lingua. Potrei provare con il lavoro di cameriere al bar, considerato che è un lavoro che ho già svolto in passato. Tale lavoro mi aiuterebbe con la lingua, a differenza degli altri.
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Sab Dic 11, 2010 10:10 am

Junipher ha scritto:

è interessante come vengano definiti "lavoracci" dei lavori onestissimi.... mentalità italiana al 100% eh!!!! Very Happy Smile
Pensa quelli che fanno gli operai a vita e non si lamentano...
Considerando come viene mediamente trattato l'operaio / dipendente nella piccola-media azienda italiana, "lavoracci" non è così fuori luogo. Non si mette in discussione la nobiltà dell'impiego in sè, ma di come sia davvero svilente e umiliante il luogo di lavoro nella realtà italiana. Di storie ne ho sentite parecchie: dai datori di lavoro che ti minacciano con la certezza che subirai tutto perché senza lavoro fai la fame, impresari arricchiti che vivono nell'invidia e con il concetto che più sfrutti l'operaio più rende, totale assenza di norme di sicurezza perché "costano", terrore costante che l'impiegato sia lì sempre e solo per fotterti i soldi, e via così.
Ho avuto testimonianze dirette e indirette di un assurdità che non immagini, sitazioni che ti invitano davvero a porti delle domande sul senso di una realtà come quella italiana, fatta di delusioni, frustrazioni, umiliazioni, stress, mobbing e paghe da fame rapportate a quello che un essere umano deve subire tutti i santi giorni, con un'arrendevolezza che si conclude sempre con un "è normale, è così ovunque". Ti parlo della Lombardia, dove sono vissuto e cresciuto, regione che viene dipinta dai più come la regione ricca e avanzata, dove "si sta bene". Se il metro di giudizio sono le auto costose e i vestiti firmati allora ti do ragione. Andiamo piuttosto ad analizzare la felicità e la voglia di vivere delle persone, la ricchezza d'animo, i valori come l'onestà e il senso di comunità, la qualità dell'aria e i livelli di stress. Il discorso cambia.
Mi rendo conto che anche certi operai non siano stinchi di santo e non brillino certo per onestà, e tale avvilente situazione non è nient'altro che l'ulteriore dimostrazione di come da noi ci sia davvero qualcosa di profondamente sbagliato, assurdo e innaturale nei concetti di "lavoro", "ragione di vita", "principi morali". E il peggio è, quando ti lanci in discorsi simili, che vieni subito bollato come "utopista", "sindacalista", "comunista di m*rda", "figlio dei centri sociali" e altre etichette sterili e preconfezionate partorite dai soliti bigotti benpensanti schematizzati e impostati dalla testa ai piedi.
Questo, secondo me, è veramente di una tristezza infinita, e di una gravità che è tanto palese quanto assurdamente ignorata, perché un'infelicità di fondo come quella dell'italiano medio è il peggior cancro che possa minare alla base un popolo che già di suo ha tanti problemi da dover fronteggiare.
Scusate l'OT.

Yngwina ha scritto:

non ti voglio smontare lo dico solo perche' io personalmente ho avuto esperienza del genere e magari sentendo questo almeno sai che non sei il solo che ha avuto problemi o difficolta'

in bocca al lupo per tutto
hai tutta la mia solidarieta'
Grazie, buono a sapersi. Io preferisco la verità nuda e cruda all'idealizzazione. Ben vengano testimonianze come la tua che portano fatti, non false speranze Wink. Crepi il lupo dunque.
E comunque: anche nei pub irlandesi serve lo svedese impeccabile? Mi diceva uno svedese che in questo tipo di locali lo svedese lo sanno ma parlano praticamente solo inglese con i clienti, con la scusa che "è una città internazionale". Non so quanto di vero ci sia in tutto ciò...
In ogni caso non credo che nei locali "alla mano" ci siano poi tante portate... magari sono ingenuo io, ma un conto è il cameriere al bar (quello intendevo), un conto il cameriere professionista nel ristorante! Era quest'ultimo che intendevi?
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Sab Dic 11, 2010 2:29 pm

Approvo in pieno quel che ha scritto junipher, è sicuramente piu alienante non lavorare.Per il discorso fabbrica la mia esperienza in Italia è stata ambivalente. In una fabbrica si viveva un mezzo inferno ma in un’ altra avrei messo la firma. La prima licenziò in massa e quella che mi piaceva fallì. Ero operaio non manager e furono esperienze molto educative. Ora se fossi nel bisogno di prendere quel che capita, non avrei esitazioni se accettare o meno, sperando solo nella possibilità di lavorare.

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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Sab Dic 11, 2010 3:31 pm

e niente, da oggi comincio a cercare lavoro pur sapendo che sarà ben dura trovare qualcosa, parlo pochissimo lo svedese. Incrociate le dita per me Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Lun Dic 13, 2010 12:54 am

"...un'infelicità di fondo come quella dell'italiano medio è il peggior cancro che possa minare alla base un popolo che già di suo ha tanti problemi da dover fronteggiare."

questo da alla base di tutto.
continuiamo a sperare che qualcosa cambi senza fare nulla.
è vivere da spettatori che rende l'italia quello che è...
anche se qualcosa sta cambiando...

ti abbraccio nik
sei un grande

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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Lun Dic 13, 2010 7:48 am

non per continuare l ot che cmq sempre esperienza di lavoro e´tra italia e svezia
ma spidernik84 ha troppo ragione
io sono di Roma ma il tuo punti di vista e ´lo stesso anche per noi qui
abbiamo meno industrie ma che so lo stesso discorso per l´industria edile,appalti ecc e altro ancora

cmq ricordo che a Göteborg sentivamo i nostri amici parlare del loro lavoro alla volvo e io sentendoli pensavo che cmq era bello lavorare in fabbrica(bello nel senso se e´ben retribuito ben venga ma 50 firme)
un giorno sbroccai e dissi al mio amico italiano che stava a Göteborg la quale avevamo amici in comune,dissi senti ma io quasi quasi sfanculo tutto e torno in Italia e me ne vado in un´industria!!!
lui del nord Italia mi fa
ma che ti sei scordata di quanto e´stronzo il capo italiano?ma soppratutto quanto e´stronzo di quello che sta nelle industrie si???

e io scena muta che dire,ha ragione come hai ragione tu

si cmq intendevo ristorante (cameriera per restoranti)pub non so,a Roma ho servito pure ai pub(malpagata e sfruttata come al solito)lassu mai,cmq in tutti i pub c´e´il guardarobiere(in molti obbligatorio)cosi hai una chance in piu
un mio amico faceva sia il mio lavoro che guardarobiere il week end
almeno magari cosi ti danno il pn e stai a contatto con la gente

ps io incrocio le dita per te,cosi poiquando andro´a Stoccolma mi offri una birra;)

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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Lun Dic 13, 2010 11:35 pm

pandalu ha scritto:

ti abbraccio nik
sei un grande

pandalu

Eddai! Very Happy
Ricambio!

yngwina ha scritto:

ps io incrocio le dita per te,cosi poiquando andro´a Stoccolma mi offri una birra;)
Grazie, anche quelle dei piedi però!
Per la birra, naturalmente sì! Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: Esperienza di (non) lavoro   Mar Dic 14, 2010 1:35 am


... il mio intervento naturalmente voleva essere scherzoso e pacifico, ho messo gli smiley apposta Smile Smile

Sono solo dell'opinione che la botta di culo nel trovare un lavoro all'estero non sia mai da sottostimare, certo che se poi si trova di meglio.... ci siamo capiti! Very Happy

Il lavoro nel settore industriale e in fabbrica può essere assai alienante, certo, dipende poi anche dal rapporto che si hanno con i colleghi, dalla relativa "pericolosità" del lavoro stesso, il tipo di turnazione ecc... ecc...



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