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 la domanda di un bambino

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irenahorovitz
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MessaggioTitolo: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 3:01 pm

La faccio breve:
ieri mattina ho lavorato come "timvikariat" in una scuola, dalla classe sesta alla nona.
Uno dei bambini della sesta classe, durante la lezione di "modernaspråk" (in cui si parla del perchè le lingue straniere sono importanti, la diversità delle culture etc) mi ha chiesto se io sono mai stata schiaffeggiata dai miei genitori.
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lafattaturchina
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 6:22 pm

Più che la domanda a me interessa la risposta.
Dando per scontato che tu un ceffone dai tuoi genitori l'abbia preso una volta nella vita, visto che in Italia è una cosa comune (attenzione: non dico che accade spesso, ma dico che è capitato praticamente a tutti), mi chiedo dal punto di vista pedagogico come si gestisca una domanda del genere.
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irenahorovitz
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 7:25 pm

ho detot la verità: si sono stata schiaffeggiata perchè mia madre è una persona con pochi strumenti e molto poco in grado d pensare. La violenza non serve ad educare un bambino, ed io non condivido il metodo. Nella nostra cultura, però, è un comportamento accettato.
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spidernik84
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 8:03 pm

Ghost83 ha scritto:
ho detot la verità: si sono stata schiaffeggiata perchè mia madre è una persona con pochi strumenti e molto poco in grado d pensare. La violenza non serve ad educare un bambino, ed io non condivido il metodo. Nella nostra cultura, però, è un comportamento accettato.
Con una frase di quel tipo c'è il rischio di delegittimare tutte le madri che danno un ceffone. Non so quanto faccia bene ad un bambino sentirsi dire una frase simile.
Pure io mi son preso dei ceffoni, ma se lo devo confessare a dei ragazzini in fase di sviluppo è bene che le argomentazioni siano valide, pertinenti e, soprattutto, chiare.
Non scrivo con polemica, sia chiaro, ritengo solo sia opportuno stare attenti Wink Poi non ero presente, quindi non ho ben idea di come tu ti sia espressa Smile
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 9:48 pm

Che domanda..

E' strano che parlando di diversità culturali uno pensi se hai preso schiaffi.. poi per carità, non c'erano, non so di cosa parlavate nello specifico (ma proprio il termine schiaffeggiata? di solito dicono tipo le botte, sberle, lo schiaffo, le tottò.. questo mi sembra "pesante", come a chiedere se ti picchiassero proprio)

Leggevo giorni fa, che se in svezia danno schiaffi ai figli, si viene addirittura arrestati : è vero, o sono i soliti giornali/notiziari italiani fasullli? Rolling Eyes
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Arduino
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 9:55 pm

Ceffone si ceffone no.... Discussioni che sentivo io da piccolo, soprattutto fra mio padre e mia zia, lei psicologa lui un treno....
A parer mio le persone come mia zia stanno rovinando il mondo, non credo che si possa parlare ad un bimbo di 6 anni cercando di spiegare sempre il perche...

Un esempio puo eseere l ordine diretto " fermati" .
Come si puo spiegare ad un piccolo che l' ordine non é negoziabile ? Come far cpirr che se non rispetta senza obbiettare può essere più grave il dopo ? Esempio una macchina in arrivo?
Sono problemi che affrontero fra non molto.. Staremo a vedere...

A dover di cronaca le ho prese sia da mia madre che da mi padre e non smettero mai di ringraziarli...

É facile che il piccolo in questione ti abbia posto questa domanda petché ultimmente in svezia é stato arrestato un italiano con l accusa di aver dato uno scappelloto l figlio fuori da un locale... Una cosa che i giornli hanno pompato considerando gli italiani alla stregua dei cittadini mediorientali....
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 10:43 pm

Arduino ha scritto:


A dover di cronaca le ho prese sia da mia madre che da mi padre e non smettero mai di ringraziarli...

Questa e' la riprova che i bambini che vengono picchiati portano ad adulti violenti.

Un genitore puo' (e deve) farsi rispettare senza ricorrere alla violenza....
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 11:18 pm

balorso ha scritto:
Arduino ha scritto:


A dover di cronaca le ho prese sia da mia madre che da mi padre e non smettero mai di ringraziarli...

Questa e' la riprova che i bambini che vengono picchiati portano ad adulti violenti.

Un genitore puo' (e deve) farsi rispettare senza ricorrere alla violenza....

Può anche essere la verita, ma come fai a dire che sono un adulto violento se non mi conosci ?
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 11:50 pm

Arduino ha scritto:
balorso ha scritto:
Arduino ha scritto:


A dover di cronaca le ho prese sia da mia madre che da mi padre e non smettero mai di ringraziarli...

Questa e' la riprova che i bambini che vengono picchiati portano ad adulti violenti.

Un genitore puo' (e deve) farsi rispettare senza ricorrere alla violenza....

Può anche essere la verita, ma come fai a dire che sono un adulto violento se non mi conosci ?


Forse ha interpretato la frase "non smetterò mai di ringraziarli" come un lo farò anch'io con i miei figli visto che per me è stato utile. E continuerà la catena.

Ognuno è libero di educare i propri figli come vuole, ma certe volte vedo scene assurde, di madri che urlano e menano i figli in pubblico. E quando vedo certe cose penso che non vorrei mai diventare madre, per paura di essere così.
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Mer Set 21, 2011 11:56 pm

Io invece qui , in svezia, ho visto scene ancora piu assurde, cose come bimbi che sputano in faccia alla madre al supermercato o che si rivolgono in generle ai genitiri con epiteti da bettola e loro che lasciano correre...

Credo che ci sia una fondamentale differenza fra violenza e scappelloto, perche se si mettono allo stesso livello, allora il dire al piccolo " se non fai questo non ti do quello " puo essere considetata violenza psicologica...
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 12:09 am

Sì ne vedo anch'io Laughing

Però un bambino va educato, non capisce. Ed è compito dell'adulto educarlo, facendolo "ragionare" in base all'età chiaramente, visto che come minimo 20 anni in piu' ce li ha. (esempio : voglio 5 coca cola , non si picchia, si spiega che fanno male e perchè, in maniera adeguata, anche fantasiosa)

Se proprio posso dirti una cosa.. spesso i bambini sono così perchè l'ambiente in cui crescono è così, se un bambino vive in un ambiente rumoroso, cafone e con genitori che lo lasciano fare dal primo momento (anche questo è lo sbaglio : non sai quanti ne vedo che la prima volta non gli spiegano dov'è l'errore, perchè una cosa non si fa e lasciano correre.. poi dopo, ceffoni a destra e a sinistra. Prima dov'eri? ti pesava il sedere educarlo dal principio?) cosa ci si aspetta? un santo?

Con questo non voglio dire che uno schiaffetto sul sedere o alzare la voce non va bene (anzi meglio urlare e farli ragionare), ma quando vedi madri che picchiano figli i faccia e figli che non hanno piu' 5 anni, io rimango senza parole.
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 12:19 am

Io come detto prima affrontero il problema fra qualche anno, vedremo, intanto mi limito a gattonargli dietro , a spostare le piante e a difendere il cane dalle aggressioni del pargolo...

Di sicuro mio figlio non sputera mai in faccia a sua madre...come farglielo capire ancora non lo so... : nessuno ha un manuale ?

Balorso mi presti la tua copia ? Vedo che a dare giudizi sei bravo, a dare consigli come sei messo ?
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 1:40 am

Hai già un piccolino quindi Smile

sta tranquillo che se vive in un ambiente sereno sarà un ottimo bambino; mi pare che di pazienza ne hai tanta (tra vasi, cane e rincorrerlo Very Happy ) , quindi non ti servono consigli su come educare tuo figlio. Piuttosto, quando comincerà con la scuola, lì inizieranno i problemi.. ma forse in svezia l'ambiente scolastico è migliore..
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balorso
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 9:10 am

Arduino ha scritto:
Io invece qui , in svezia, ho visto scene ancora piu assurde, cose come bimbi che sputano in faccia alla madre al supermercato o che si rivolgono in generle ai genitiri con epiteti da bettola e loro che lasciano correre...

Credo che ci sia una fondamentale differenza fra violenza e scappelloto, perche se si mettono allo stesso livello, allora il dire al piccolo " se non fai questo non ti do quello " puo essere considetata violenza psicologica...

Perche' e' un discorso che ho sentito dire molte, moltissime volte, del tipo:
"Da bambino ne ho prese tante e mi hanno fatto solo che bene......"

Il problema e' che quando una persona riceve un certo tipo di "trattamento", alla fine lo accetta come cosa naturale, normale e giusta e tende a ripeterlo a sua volta.....

Non ho detto che sei violento, anzi, visto che nei hai prese poche allora (credo) ne darai poche o perche' no, nessuna.

Le scene che tu hai visto al supermercato in Svezia io le ho viste tante volte in Italia,
ma anche in questi casi picchiarli non serve.

La domanda che io ti faccio e' questa: se dopo il primo ceffone tuo figlio continua a tenerti testa, tu che cosa fai??
Gliene dai un secondo??? E poi un terzo??
Certo non tutti hanno questa tenacia, ma io ho visto bambini di 7-8 anni tenere testa al padre e incassare sberle meglio di Rocky.... alla fine la spuntava il bambino (non lo si puo' mica ammazzare di botte).

Un genitore incapace rimane tale indipendentemente dal fatto che sia manesco o meno.

Quando si arriva a picchiare un bambino vuol dire che si sono fatti degli errori molto prima.

Mi dispiace io non ho nessun manuale,
so poche cose, tipo che bisogna essere AUTOREVOLI e non autoritari,
e poi che bisogna essere un modello (cioe' non si puo' comportarsi male e poi pretendere che un figlio faccia diversamente)
ma come si faccia a fare tutto questo non lo so, ognuno si deve arrangiare....

Spero solo che il tuo problema non sia davvero far capire a tuo figlio che non deve sputare in faccia alle persone, tanto meno alla madre.
Guarda che se glielo spieghi lo capisce (a meno che non sia tu che sputi in faccia a tua moglie tutti i giorni, allora si' sarebbe difficile farglielo capire, si ritorna al discorso fatto prima, bisogna dare il buon esempio)



Il tipo di cui hanno scritto i giornali sembra che abbia rincorso il figlio di 12 anni in pieno centro, lo abbia afferrato per i capelli, strattonato per i vestiti e schiaffeggiato....
(come vi sareste sentiti se lo avessero fatto a voi)
Vi immaginate la scena?
Con gli svedesi che cercavano di separarli e lui chei urlava come un ossesso....
Forse i giornali avranno anche pompato il caso, ma credo che anche i nostri connazionali abbiano avuto le loro colpe.... poi uno si chiede perche' gli svedesi ti guardano strano quando dici che sei italiano....
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 10:33 am

balorso ha scritto:


Il tipo di cui hanno scritto i giornali sembra che abbia rincorso il figlio di 12 anni in pieno centro, lo abbia afferrato per i capelli, strattonato per i vestiti e schiaffeggiato....
(come vi sareste sentiti se lo avessero fatto a voi)
Vi immaginate la scena?
Con gli svedesi che cercavano di separarli e lui chei urlava come un ossesso....
Forse i giornali avranno anche pompato il caso, ma credo che anche i nostri connazionali abbiano avuto le loro colpe.... poi uno si chiede perche' gli svedesi ti guardano strano quando dici che sei italiano....

In merito al tipo in questione, invece quello che ho letto io era diverso, i giornali italiani riportavano che il padre difronte ad un pub ha obbligato il figlio , in modo equivoco, ad entrare , c´e´ chi dice che lo ha tirato per un braccio , altri che gli ha dato uno scappellotto, e che una coppia ha visto la scena e ha chiamato la polizia, poi la lingua ha fatto il resto.
In svezia invece parlavano di inseguimenti in centro e lapidazione in pubblica piazza..

forse un po troppo benevolo quello italiano e un po troppo sensazionalistico quello svedese ? io non c´ero e quindi non so come sono andati i fatti, quello che so e´ che un amico mio mio che vive in svezia 4 anni fa ricevette a visita dei centri sociali, li c´ero e posso anche raccontarlo.

Eravamo al supermercato e il figlio piu piccolo, di 10 anni, come tutti i bambini voleva questo e voleva quello, il padre esasperato lo ha sollevato per un braccio e gli ha detto di smetterla.
3 giorni dopo si presentano a casa del mio amico una donna e 2 polizziotti che erano stati chiamati da un anonimo del supermercato e aveva dato il num di targa della macchina denunciando maltrattamento di minore.

Entrati in casa hanno parlato col piccolo e poi con i genitori, messi in cucina sorvegliati dai polizziotti, quando fu il momento di compilare i documenti, risulto´ che il mio amico e´ un chirurgo, sua moglie una dentista, vivono in una villa da 7.000.000 di kr i figli stanno bene e di maltrattamenti neanche l´ombra, se ne andarono chiedendo scusa.
Ancora oggi lo stao svedese li risarcisce in quanto andarono per avvocati e denunciarono il modo di fare dei polizziotti e della signora in questione ( convinti di entrare in casa di animali ).


Questo credo che sia un esempio titpico di come gli svedesi vedono gli stranieri in genre e di come le cose vengono gonfiate o interpretate male.
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 11:52 am

Onestamente trovo giusto delegittimare qualsiasi madre che ricorre alla sberla perchè non in grado di tirare fuori altri strumenti.
Un adulto è stato bambino, il bambino non è stato adulto. E' pertanto compito dell'adulto trovare il modo più adatto per comunicare... non con uno sconosciuto, ma col suo proprio figlio... la persona che conosce meglio.
Collegandomi a quello che dice Arduino.. "non smetterò mai di ringraziarli"... è una frase orrenda. Spesso ho parlato con mio padre (che non mi ha mai alzato un dito... era mia madre la deficiente) e gli ho detto "mamma non faceva altro che urlare e darci sberle" e lui mi ha risposto "ma quelle erano solo carezze..."
L'ignoranza è il primo precursore del comportamento violento. Non si ringrazia nessuno per essere stato poco rispettoso verso il corpo e la dignità di un'altra persona. Perchè un bambino, anche se piccolo, è una persona ed ha una dignità... il suo corpo ne ha una... non va toccato.
Purtroppo i figli si sta troppo poco a farli... per questo i genitori ignoranti sono sempre troppi.
In fine... rispondo ad un'ultima domanda.
Non è servito che dicessero precisamente "schiaffeggiare"... poichè mi hanno posto la domanda, ed io non ho capito subito, perchè non conoscevo la parola che questo bambino mi ha detto... ed ho chiesto che cosa intendesse.
Lui mi ha fatto il gesto con la mano che dondola in aria e colpisce. Non è equivocabile in nessun modo.
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 12:24 pm

balorso ha scritto:

Quando si arriva a picchiare un bambino vuol dire che si sono fatti degli errori molto prima.


Il tipo di cui hanno scritto i giornali sembra che abbia rincorso il figlio di 12 anni in pieno centro, lo abbia afferrato per i capelli, strattonato per i vestiti e schiaffeggiato....


Con la tua frase hai riassunto il mio pensiero.

In quanto al tipo dei giornali, schiaffi, strattoni o quello che fossero.. 12 anni : a me non sembra normale che non riesci a parlare a tuo figlio di 12 anni e hai ancora bisogno di ricorrere a strattoni. Se qualcuno ha visto strattonarlo,schiaffeggiarlo è chiaro che non era una bella scena.

E a questo proposito, spesso vedo scene assurde : bambini che dicono di stare male, e i genitori che dicono stai zitto devo comprarmi il vestito (terrificante), o che devono andare in bagno e il genitore che dice ora andiamo a casa, aspetta.. chi è qui il bambino? magari questo tipo voleva farsi gli affari propri, non ascoltando il figlio. Non è per prendere le difese dei bambini, ma nel momento in cui decidi di avere un figlio, decidi di essere pronto ad avere delle rinunce per poterlo crescere :pirat:
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 1:50 pm

Ghost83 ha scritto:

Collegandomi a quello che dice Arduino.. "non smetterò mai di ringraziarli"... è una frase orrenda. Spesso ho parlato con mio padre (che non mi ha mai alzato un dito... era mia madre la deficiente) e gli ho detto "mamma non faceva altro che urlare e darci sberle" e lui mi ha risposto "ma quelle erano solo carezze..."
L'ignoranza è il primo precursore del comportamento violento. Non si ringrazia nessuno per essere stato poco rispettoso verso il corpo e la dignità di un'altra persona. Perchè un bambino, anche se piccolo, è una persona ed ha una dignità... il suo corpo ne ha una... non va toccato.

Io non mi permetterei mai di parlare di mia madre in questo modo, e non per paura, ma per rispetto, rispetto che lei e´ riuscita a crearsi nei miei confronti non solo a sberle, anzi molto di piu´ con amore e gentilezza, questo non vuol dire che non mi abbia mai dato uno scappelloto o uno schiaffo, poi tu parli di ignoranza, ignoranza in che senso ? come la misuri l´ignoranza ?

Io ringrazio i miei per quello che hanno fatto , primo perche´ qualunque cosa loro abbiano fatto la hanno fatto in buona fede,l´hanno fatta per educarmi nel migliore dei modi che conoscevano e potevano attuare, secondo perche´ con le loro sberle , scappellotti, sbattimenti di porte, abbracci , amore, spiegazioni e discussioni animate, carezze mi hanno preparato alla vita, che come ben sai non e´ cosi rose e fiori come la si immaggina da piccoli....

Quindi si posso dirlo a voce alta ringrazio mia madre e mio padre per le carezze ma anche per le sberle, per le coccole e per i NO, cosa che oggi in svezia non esite, ci sono sempre meno no e sempre piu´ animali..

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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 1:58 pm

Arduino ha scritto:

Eravamo al supermercato e il figlio piu piccolo, di 10 anni, come tutti i bambini voleva questo e voleva quello, il padre esasperato lo ha sollevato per un braccio e gli ha detto di smetterla.
3 giorni dopo si presentano a casa del mio amico una donna e 2 polizziotti che erano stati chiamati da un anonimo del supermercato e aveva dato il num di targa della macchina denunciando maltrattamento di minore.

Entrati in casa hanno parlato col piccolo e poi con i genitori, messi in cucina sorvegliati dai polizziotti, quando fu il momento di compilare i documenti, risulto´ che il mio amico e´ un chirurgo, sua moglie una dentista, vivono in una villa da 7.000.000 di kr i figli stanno bene e di maltrattamenti neanche l´ombra, se ne andarono chiedendo scusa.
Ancora oggi lo stao svedese li risarcisce in quanto andarono per avvocati e denunciarono il modo di fare dei polizziotti e della signora in questione ( convinti di entrare in casa di animali ).


Questo credo che sia un esempio titpico di come gli svedesi vedono gli stranieri in genre e di come le cose vengono gonfiate o interpretate male.

Faccio un riassunto per punti:

1) Segnalazione di sospetto di reato (bambino preso per il braccio al supermarket)
2) Intervento a domicilio della polizia che interroga (senza picchiarle) le persone coinvolte
3) La polizia si rende conto di aver sbagliato e chiede scusa
4) Lo stato paga risarcimento

Ognuno puo' trarre le conclusioni che vuole.... (a me non sembra una tragedia orribile)
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 2:17 pm

balorso ha scritto:

Faccio un riassunto per punti:

1) Segnalazione di sospetto di reato (bambino preso per il braccio al supermarket)
2) Intervento a domicilio della polizia che interroga (senza picchiarle) le persone coinvolte
3) La polizia si rende conto di aver sbagliato e chiede scusa
4) Lo stato paga risarcimento

Ognuno puo' trarre le conclusioni che vuole.... (a me non sembra una tragedia orribile)


Meglio che accadano certi sbagli e che non si ignori la questione o la si sottovaluti (del tipo ah è uno strattone, pazienza), cosa che accade qui invece.. perchè se non si finisce in tragedia non si è contenti.

Certo è che se uno non lo fa in pubblico, non è implicito che non lo faccia in casa sua.
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Gio Set 22, 2011 6:47 pm

balorso ha scritto:

Faccio un riassunto per punti:

1) Segnalazione di sospetto di reato (bambino preso per il braccio al supermarket)
2) Intervento a domicilio della polizia che interroga (senza picchiarle) le persone coinvolte
3) La polizia si rende conto di aver sbagliato e chiede scusa
4) Lo stato paga risarcimento

Ognuno puo' trarre le conclusioni che vuole.... (a me non sembra una tragedia orribile)

Credo che se c´e´un risarcimento in corso sia dovuto al fatto che non sia andato tutto liscio come tu hai riassunto,o come io forse ho spiegato frettolosamente,
se non erro gli avvocati si sono appellati a cose del tipo abuso di potere , violenza psicologica, violazione di domicilio e simili...

tutto questo solo per una segnalzione di un anonimo che additava 2 persone "non svedesi" di presunto maltrattamento di minore, dove il maltrattamento era lo strattone di un braccio....

io lo ritengo un po eccessivo... ma e´ solo un parere personale..
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Sab Set 24, 2011 4:35 pm

Arduino ha scritto:

Io non mi permetterei mai di parlare di mia madre in questo modo, e non per paura, ma per rispetto, rispetto che lei e´ riuscita a crearsi nei miei confronti non solo a sberle, anzi molto di piu´ con amore e gentilezza, questo non vuol dire che non mi abbia mai dato uno scappelloto o uno schiaffo, poi tu parli di ignoranza, ignoranza in che senso ? come la misuri l´ignoranza ?

Io ringrazio i miei per quello che hanno fatto , primo perche´ qualunque cosa loro abbiano fatto la hanno fatto in buona fede,l´hanno fatta per educarmi nel migliore dei modi che conoscevano e potevano attuare, secondo perche´ con le loro sberle , scappellotti, sbattimenti di porte, abbracci , amore, spiegazioni e discussioni animate, carezze mi hanno preparato alla vita, che come ben sai non e´ cosi rose e fiori come la si immaggina da piccoli....

Quindi si posso dirlo a voce alta ringrazio mia madre e mio padre per le carezze ma anche per le sberle, per le coccole e per i NO, cosa che oggi in svezia non esite, ci sono sempre meno no e sempre piu´ animali..


Hai perfettamente ragione... non ho molto rispetto per mia madre. Mi limito ad essere educata con lei. Credo che la causa sia principalmente sua. Non è stata in grado di costruire il rispetto, la fiducia, e tutto quello che un rapporto madre-figlia prevede. Sempre partendo dal presupposto che è il genitore a dover trovare il giusto modo e le alternative per comunicare, trovo che il fallimento sia dalla parte dell'adulto.
E a questo che mi riferisco quando parlo di ignoranza. I miei genitori (entrambi) sono due persone relativamente poco colte (entrambi hanno la terza media, anzi... l'avviamento) cresciute in una società patriarcale che non ha lasciato loro molte chance di sviluppare strumenti di comunicazione alternativi. Non hanno idea di che cosa sia l'introspezione, la lettura della domanda latente, il linguaggio non verbale, e tutte quelle cose che io invece ho potuto apprendere studiando. E tu potresti dirmi "e chi ti ha dato la possibilità di studiare?" ... certo, loro... ma è anche TUTTO quello che mi hanno dato.
Per fortuna ho una sorella più grande di 8 anni, che mi ha donato tutta la parte emotiva. Non a caso, x me, è lei mia madre.
Anche i miei genitori insistono su questa storia della buona fede, e del fatto che non esiste un manuale per essere bravi genitori.... certo è vero... ma esistono i confronti. Avevano un sacco di amici (chi faceva l'insegnante, chi l'avvocato etc) che avevano metodi educativi diversi dal loro "se non ti comporti bene le prendi"... ma tutto quello che hanno fatto, invece di sforzarsi e modificarsi, è stato dare giudizi tipo "si si certo... loro non hanno mai dato una sberla al loro figlio... ma lui dice le parolacce quando fa un discorso"... puoi immaginarti il livello e la capacità di analisi del punto crciale in una situazione.
Potrei dilungarmi a parlare x ore, ma credo sarebbe inutile.
Mio padre non mi ha mai alzato un dito, ed ha l'emotività di un sasso... in ogni caso, vedo e sento lui molto + volentieri che mia madre. Un motivo ci sarà... e non è che lui non abbia avuto mancanze nel suo tentativo di crescermi ed educarmi... anzi!

Conclusione: ringrazio i miei genitori x avermi dato da mangiare, dei vestiti, un'istruzione ed un tetto sulla testa... li ringrazio anche per avermi cresciuta libera da legami affettivi che hanno reso estremamente facile il mio distacco per trasferirmi quì... cosa che invece è stata molto più dura nei confronti di mia sorella.
In fine, se sono cresciuta pulita è grazie a me stessa ed al fatto che avevo modo di parlare e confrontarmi costantemente con mia sorella. Non ho avuto mai problemi con la legge (cosa decisamente comune nel posto dove sono cresciuta) non mi sono fatta mettere incinta a 16 anni, non sono diventata tossica. Sono andata a scuola, ho finito le superiori, ho mollato l'università x andare a lavorare, sono andata via di casa relativamente presto, e adesso vivo in un altro stato. Non è sicuramente per merito loro.
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lilla gumman
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Sab Set 24, 2011 9:03 pm

anche io ho seguito un pò questa vicenda, e non so veramente come siano andate le cose..in generale non ho mai picchiato mio figlio, nemmeno un schiaffo, però un paio di sculaccioni mi sono scappati e non mi sento per questo una madre violenta, nè mio figlio un fututo violento..due o tre sculaccioni li ho presi anche io da piccola e sono ancora viva..
è vero che in Svezia sono contrari a questa "diciamo" violenza ma vi farei vedere le bizze, i capricci (perchè tali sono) che fa il figlio del mio sambo e molti altri...per me a un certo punto un bello sculaccione gli ci starebbe bene, ad esempio molti bambini di 5-6 anni rispondono agli adulti come fossero adulti, saccenti, presuntuosi come se sapessero tutto e fossero loro a spiegartelo...per me non è così che deve essere e quei bambini non li sopporto..c'è un tempo per essere piccoli e bambini (e dovere anche ubbidire) e uno per essere adulti..io non sopporto di essere ripresa, rimproverata e che un moccioso (scusate il termine) mi risponda sempre a tono ...credo che il genitore debba fare il genitore e non l'amico, il genitore deve dare delle regole e farle rispettare, con questo non penso che si debba riempire di botte un figlio, ma non mi sembra neanche che i bambini svedesi siano tutto questo oro che luccica (non per niente vogliamo parlare di quale grossissimo problema sia il mobbing?), quindi non so quanto il loro metodo sia così buono, inoltre a mio parere, spesso i figli sono lasciati a se stessi e responsabilizzati anche troppo presto, e vi confesso, da mamma orgogliosa, che qui in Svezia tutti mi hanno riempito di complimenti per come è mio figlio, italiano, nato e cresciuto in Italia, nella scuola italiana, dove si studia molto ma molto di più.
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irenahorovitz
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Sab Set 24, 2011 9:58 pm

lilla gumman ha scritto:
anche io ho seguito un pò questa vicenda, e non so veramente come siano andate le cose..in generale non ho mai picchiato mio figlio, nemmeno un schiaffo, però un paio di sculaccioni mi sono scappati e non mi sento per questo una madre violenta, nè mio figlio un fututo violento..due o tre sculaccioni li ho presi anche io da piccola e sono ancora viva..
è vero che in Svezia sono contrari a questa "diciamo" violenza ma vi farei vedere le bizze, i capricci (perchè tali sono) che fa il figlio del mio sambo e molti altri...per me a un certo punto un bello sculaccione gli ci starebbe bene, ad esempio molti bambini di 5-6 anni rispondono agli adulti come fossero adulti, saccenti, presuntuosi come se sapessero tutto e fossero loro a spiegartelo...per me non è così che deve essere e quei bambini non li sopporto..c'è un tempo per essere piccoli e bambini (e dovere anche ubbidire) e uno per essere adulti..io non sopporto di essere ripresa, rimproverata e che un moccioso (scusate il termine) mi risponda sempre a tono ...credo che il genitore debba fare il genitore e non l'amico, il genitore deve dare delle regole e farle rispettare, con questo non penso che si debba riempire di botte un figlio, ma non mi sembra neanche che i bambini svedesi siano tutto questo oro che luccica (non per niente vogliamo parlare di quale grossissimo problema sia il mobbing?), quindi non so quanto il loro metodo sia così buono, inoltre a mio parere, spesso i figli sono lasciati a se stessi e responsabilizzati anche troppo presto, e vi confesso, da mamma orgogliosa, che qui in Svezia tutti mi hanno riempito di complimenti per come è mio figlio, italiano, nato e cresciuto in Italia, nella scuola italiana, dove si studia molto ma molto di più.

Per essere sincera, anche il figlio del mio sambo è abbastanza insopportabile...e molto viziato. Ma lì è colpa di 2 stili genitoriali completamente diversi tra il mio sambo e la sua ex... Da lei, inaffti, il bambino è abituato ad avere tutto quello che indica col dito... con lui no. Tantomeno da quando anch'io abito con loro.
Questo bambino lo conosco da 2 anni, e sia ben sottolineato che non ho la minima intenzione di fargli da madre, perchè ne ha già una. Quello che però tutti 3 dobbiamo fare (quando il bambino è con noi), è convivere e sopravvivere senza carneficine. A questo bambino io ho sempre cercato di spiegare le cose con un ordine di causa ed effetto, e molto spesso, dopo che ha chiesto conferma a suo papà (delle motivazioni che adducevo) ha finito per ascoltarmi.
Non meno di 2 giorni fa, ha preso a calci sua madre e l'ha chiamata con l'orrenda parola che inizia per F... allora lei l'ha scaricato qua da noi, e dopo che si è calmato gli abbiamo chiesto cos'è successo e quant'altro... e ad un certo punto gli ho detto "ok, ma tu sei stato arrabbiato con me molte volte, e non mi hai MAI detto una parolaccia, nè offesa, nè tentato di colpirmi in alcun modo... e nemmeno al tuo papà.." e la sua risposta è "jag vågar inte..."
quindi... suo papà è assolutamente svedese ed anti "violenza" (nemmeno lo sculaccione), e anche sua madre.... io non mi permetterei mai di torcere un capello ad un figlio mio, figuriamoci ad uno non mio.... allora com'è che lui "vågar inte" con suo padre e con me (che eventualmente sono l'intrusa, nonchè quella contro cui scatenarsi.. come tanti bambini fanno) mentre con sua mamma si?
E' l'esempio sia del fatto che il comportamento violento si può imparare anche se a casa non è manifestato o supportato.... sia del fatto che comunque si può ottenere rispetto anche senza dare la sberla o lo sculaccione.



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Arduino
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MessaggioTitolo: Re: la domanda di un bambino   Sab Set 24, 2011 10:25 pm

@ Ghost83 in questo caso come ti comporti ?
Gli spieghi che dire quelle parole non e´ corretto e giusto ? gli spieghi che ha offeso la mamma che gli vuole tanto bene ?
non capisco come si possa , in questo specifico caso, riuscire a far capire al bambino che ha sbagliato, farti obbedire, evitare il problema in un futuro(sempre nei limiti del possibbile) senza neanche sculacciarlo..(parliamo di una furia di 5-6-7 anni che fa i capricci, prende a calci la madre e le da della pxxxxxa, possibbilmente in pubblico..)

la mia e´una domanda dettata dalla curiosita´ anche perche´un domani la risposta potrebbe essermi utile..

Grazie
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