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 Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare

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RoterSand
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MessaggioTitolo: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Dom Set 02, 2012 2:06 am

Come già accennato nella mia presentazione, ho 32 anni ed attualmente sto a Göteborg. Sono partita dopo averci pensato due anni, durante i quali mi sono informata online, ho studiato la lingua svedese, ho preso un banale Swedex B1, ho provato ad inviare dei CV, sono stata chiamata per un colloquio a Stoccolma che poi –ovviamente- non sono stata assunta perché alle Nazioni Unite non è che puoi presentarti con la pronuncia da “vu’ cumprà” come è la mia.

Sono partita conscia di che posto tremendo potesse essere la Svezia se non si è medici o infermieri (oppure se non si è rifugiati). Sono partita conscia che serviva almeno un anno di stipendio da parte ed io –con il livello degli stipendi italiani, le volte che riuscivo a farmi pagare- in questo periodo ho messo da parte il MIO anno di stipendio che però, rispetto ad altri, corrispondeva solo a 6 mesi di stipendio di una persona normale. Ma cosa avrei dovuto fare? Aspettare un altro anno era inutile: oramai lavoravo gratis e quindi mi sarebbe stato impossibile accumulare alcunchè.

Direte voi: perché la Svezia che è tanto difficile se non avevi abbastanza soldi? E io vi rispondo: e dove andavo nel 2012? In Australia? Magari… ma se non ho i soldi per stare un anno in Svezia, posso mai avere i soldi per un visto? Senza contare che la mia professionalità non è nella lista dei lavoratori richiesti, quindi la partenza mi sembrava inutile.

Insomma: ho fatto la fesseria, consapevole che fosse una fesseria. Ma tanto in Italia non guadagnavo: piuttosto che attendere un ipotetico prelievo forzoso dai miei magri risparmi o la caduta dell’euro che mi avrebbe almeno dimezzato le finanze, ho pensato di provare qua ripetendomi che a Stoccolma mi avevano cassato per la lingua, che poteva migliorarsi e non per il CV, che alla fine era stato scelto assieme ad altri 4 su più di 100.

Insomma: arrivo a Göteborg, soggiorno in ostello, compro una sim e inizio a far le telefonate per trovare una casa. Mi accorgo subito che se a Stoccolma ero in grado di capire il mio interlocutore al telefono, a Göteborg sicuramente non ci riesco: né al telefono, ma nemmeno al bar. Ad ogni modo trovo una casa e appena posata la valigia, accendo il pc e cerco lavoro nel mio settore (web marketing): le offerte sono tante, ma il mio svedese mi faceva venire voglia di sotterrarmi. Insomma: dopo una settimana di ricerca squilla il cellulare. Volevano fare un colloquio telefonico in lingua svedese lì per lì… io mi faccio prendere dall’ansia e incasino tutto e alla fine chiudo con un imbarazzante: “Ursäkta mig... men jag förstå inte... mitt svenska är inte så bra...”. E ovviamente frignatina con la testa sotto al cuscino. Che succedeva? Nulla… non capivo l’accento di Göteborg. Quasi quasi capivo lo skånsa perché mi ero esercitata per lo Swedex. Ma la gente di Göteborg per me parlava russo.

Ad ogni modo: passa un’altra settimana e sembra che io abbia trovato un lavoro in cui era richiesto l’italiano. Peccato si trattasse solo di una truffa. Poi altri due colloqui telefonici per posti di lavoro in cui era richiesto l’inglese: ma nulla non vanno in porto. Alla fine del primo mese provo a cercare lavoro come cameriera: un colloquio telefonico con uno Aussie (sembrava di parlare al telefono con Alfonso Gangitano) e poi con uno dei tanti falsi-ristoranti-italiani-in-realtà-turchi. Questi ultimi mi concedono anche un colloquio de visu. Vado: stava andando tutto bene finché non è saltato fuori il dramma burocratico: non avevo il Personnummer. Avvisata da altri italiani mi affretto a dirgli: “Guardate che se voi mi fate il contratto e una letterina, io vo’ alle Skatteverket e quelli mi danno il PN e mi regalano anche un mazzo di rose rosse”. Ma quelli sembravano nel panico più totale e a quel punto si fanno venire il più cretino dei dubbi: “Ma ce lo hai il visto per stare qua?”… Ma questa non doveva essere la domanda dello Sven Svensson che cammina per la strada e che non sa che l’Italia è nell’UE? Gli dico: “Ma io non ne ho bisogno! Io sono cittadina europea! Io posso venire in Svezia anche senza passaporto! I cittadini europei non hanno bisogno del visto per andare in altri paesi europei!”. E quelli: “Davvero?! Ma sei sicura?!”. Insomma… niente lavoro perché non avevo il PN e –cosa più grave- non avevo un “visto lavoro” per la Svezia…

Dopo di che, più nulla: la ricerca di un lavoro subisce una battuta di arresto, perché io dovevo traslocare nuovamente. Mentre cerco un’altra casa (trovata due giorni prima di lasciare la prima) ricevo tanti “Tyvärr” alle mie precedenti richieste di lavoro. Per la questione casa vorrei precisare una cosa: avevo capito che era “difficilissimo” trovare casa nelle maggiori città (ecco perché ho scartato Stoccolma a prescindere), ma ciò nonostante sono rimasta spiazzata. Trovar casa non è affatto “difficilissimo”. No: è proprio “impossibile”.

Ora sono nella seconda casa. Appena posata la valigia mi sono rimessa a cercare lavoro. L’umore è sotto i piedi non tanto perché dopo due mesi, non abbia ancora trovato un lavoro: ho letto di italiani venuti qua anche solo l’anno scorso cominciare a lavorare dopo 6-7 mesi, dopo aver imparato la lingua in loco. Il mio umore è sotto i piedi perché non c’è una via di uscita in generale. Quando leggo online i commenti di italiani già residenti all’estero che sparano a zero su italiani che si informano per espatriare, rimango un po’ basita: il Belpaese ha un futuro nero per altri 25 anni… perché questi italiani che prendono solo informazioni per espatriare dovrebbero fare meglio a sorbirsi una tassazione al 55% con la privatizzazione dei servizi, una disoccupazione giovanile al 35% con circa la metà dell'aumento della disoccupazione alimentato dalle persone con almeno 35 anni e i pignoramenti di Equitalia? Sono d’accordo che uno debba informarsi e non andare all’avventura. Ma quando io mi sono informata e quando ho capito che avevo pochissime possibilità in Svezia, mi sono resa conto che ne avevo ancora meno in Italia: fra il noto (ovvero vedere i miei risparmi consumarsi lentamente nell’attesa di trovare un lavoro che non mi facesse spendere soldi con tempi di inattività lunghi anni) e l’ignoto, ho pensato che era meno peggio rischiare e son partita. Ho fatto male? Forse si. Ma avrei fatto meglio a non stare a casa a tener compagnia alla mamma?

Ok informarsi, ok cercare di limitare il meno possibile i danni e le cattive sorprese (io sono rimasta più sorpresa dall’euro che perde colpi, erodendo velocemente il castelletto con cui ero partita), ma attendere passivamente qualcosa che va peggiorandosi sempre di più mi sembra altrettanto sciocco.
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November
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Dom Set 02, 2012 8:34 pm

Grazie per il tuo racconto e grazie per l'umorismo.
Secondo me hai fatto benissimo e se ti trovi in questa situazione non è colpa tua. Ti capisco e hai tutta la mia solidarietà.
Purtroppo siamo in Europa, dove conta il pezzo di carta, sul quale dev'essere scritta la cosa giusta, dove contano le conoscenze e, come in Svezia, il sapere la lingua del posto (i rifiugiati ne sono esonerati) anche per pulire cessi. Almeno quest'ultima cosa in altri paesi non è fondamentale.

Non sono fan dell'America, ma ...sono stata lì nel 1998 e 2011, complessivamente per un mese e mezzo. Ho conosciuto gente appena sbarcata in città e senza conoscere nessuno o qualche indirizzo in tasca hanno trovato un posto dove dormire ed un lavoro nel giro di pochi giorni.
Mi ricordo della 32enne arrivata da New York a San Francisco. Diplomata all'istituto d'arte ha lavorato qualche anno come insegnante d'inglese in Giappone, poi è tornata in patria. A San Francisco voleva stare solo 6 mesi. Gli americani sono vagabondi.
Due giorni dopo ha trovato un monolocale in pieno centro e lavoro come MANAGER di una caffetteria. Non aveva alcuna esperienza in quel campo. Ha visto l'annuncio e si è presentata.
L'hanno presa, perchè aveva l'età giusta (non troppo giovane per fare "il boss") e perchè SIMPATICA.
I giovani esperti (18 - 25 enni) che lavoravano nella caffetteria da tempo, il primo giorno di lavoro le hanno spiegato come usare la macchina del caffè... .

Un tipo che era finito in strada, drogato..., che ad un certo punto si è dato una mossa per tornare a vivere normalmente, diventando il manager/direttore di uno degli alberghi di lusso in città.
Che dire degli immigrati cinesi che vivono lì da 30-40-50 anni gestendo negozi senza parlare l'inglese... .

Il direttore d'albergo , sempre con vistose camicie hawaiane, che quasi quotidianamente andava in cucina per preparare e servire deliziosi biscotti per gli ospiti che di sera erano seduti nella lobby... .

Più vedo come si vive e come la gente ti tratta in Europa, più ne sono schifata. Mi domando dov'è l'umanità , la spontaneità e dove la volontà di dare lavoro a chi , anche solo per talento o vero interesse (senza diploma in...), saprebbe farlo molto meglio di altri super-diplomati e raccomandati o con la nazionalità "giusta".

Racconti come il tuo sulle prime fanno ridere, ma ti lasciano l'amaro in bocca, almeno a me.


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RoterSand
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Dom Set 02, 2012 9:47 pm

November ha scritto:
Grazie per il tuo racconto e grazie per l'umorismo.
Secondo me hai fatto benissimo e se ti trovi in questa situazione non è colpa tua. Ti capisco e hai tutta la mia solidarietà.
Purtroppo siamo in Europa, dove conta il pezzo di carta, sul quale dev'essere scritta la cosa giusta, dove contano le conoscenze e, come in Svezia, il sapere la lingua del posto (i rifiugiati ne sono esonerati) anche per pulire cessi. Almeno quest'ultima cosa in altri paesi non è fondamentale.

Non sono fan dell'America, ma ...sono stata lì nel 1998 e 2011, complessivamente per un mese e mezzo. Ho conosciuto gente appena sbarcata in città e senza conoscere nessuno o qualche indirizzo in tasca hanno trovato un posto dove dormire ed un lavoro nel giro di pochi giorni.
Mi ricordo della 32enne arrivata da New York a San Francisco. Diplomata all'istituto d'arte ha lavorato qualche anno come insegnante d'inglese in Giappone, poi è tornata in patria. A San Francisco voleva stare solo 6 mesi. Gli americani sono vagabondi.
Due giorni dopo ha trovato un monolocale in pieno centro e lavoro come MANAGER di una caffetteria. Non aveva alcuna esperienza in quel campo. Ha visto l'annuncio e si è presentata.
L'hanno presa, perchè aveva l'età giusta (non troppo giovane per fare "il boss") e perchè SIMPATICA.
I giovani esperti (18 - 25 enni) che lavoravano nella caffetteria da tempo, il primo giorno di lavoro le hanno spiegato come usare la macchina del caffè... .

Un tipo che era finito in strada, drogato..., che ad un certo punto si è dato una mossa per tornare a vivere normalmente, diventando il manager/direttore di uno degli alberghi di lusso in città.
Che dire degli immigrati cinesi che vivono lì da 30-40-50 anni gestendo negozi senza parlare l'inglese... .

Il direttore d'albergo , sempre con vistose camicie hawaiane, che quasi quotidianamente andava in cucina per preparare e servire deliziosi biscotti per gli ospiti che di sera erano seduti nella lobby... .

Più vedo come si vive e come la gente ti tratta in Europa, più ne sono schifata. Mi domando dov'è l'umanità , la spontaneità e dove la volontà di dare lavoro a chi , anche solo per talento o vero interesse (senza diploma in...), saprebbe farlo molto meglio di altri super-diplomati e raccomandati o con la nazionalità "giusta".

Racconti come il tuo sulle prime fanno ridere, ma ti lasciano l'amaro in bocca, almeno a me.

Ciao November. Chissà ora come è la situazione in America. Ad ogni modo quello che succede in Svezia è il risultato di una crisi che non risparmia nemmeno la Cina. Sai che? Ho letto da una parte che dopo la crisi del '29 (iniziata in USA), dall'Europa molti si sono trasferiti proprio in America, dove tutto il casino era iniziato (pure molti svedesi se non erro). Il fatto è che -come dici- qua sta succedendo qualcosa di "strano" a livello europeo. Sarebbe interessante sapere che servizio riserva la burocrazia di altri paesi ai cittadini europei. In questi oltre due mesi ho parlato con alcuni svedesi di questa cosa che succede qua (l'ultima volta con uno decisamente ubriaco): non mi sembrano molto contenti del trattamento riservato agli europei. Anche l'acolizzato (si dice in vino veritas quindi penso non mentisse per cortesia visto che prima mi ha detto che gli italiani non pagano le tasse) mi ha detto: "Potrebbero assumere gli europei e invece prendono i rifugiati che non lavorano (RUTTO colossale)". Mo... se i rifugiati non lavorano non lo so... sicuramente le mogli di certi rifugiati, rappresentano forza lavoro inattiva, niente di più costoso per un paese che ha un welfare così forte.
Devo dire che non so che soluzione trovare... non avrei mai potuto provare in Australia, in America, in Canada con una laurea triennale in Scienze della comunicazione e con le risorse limitate. Rimanere in Europa è un obbligo. Una cosa sicuramente è più semplice in Svezia rispetto -per esempio- alla Gran Bretagna: hanno degli standard lavorativi più bassi. In Uk il mio CV non sarebbe mai stato preso in considerazione dalle Nazioni Unite. Non avrei mai avuto 5 colloqui telefonici attinenti al mio lavoro. In Uk devi essere superlativo: non hai la concorrenza dei somali... hai la concorrenza degli indiani. Crisi e standard alti. In Svezia la lingua è un problema, ma il CV non lo sembra più di tanto. Per esempio, anche il riconoscimento delle professioni sanitarie per persone formate in altri paesi, è molto molto più semplice: non chiedono il Tisus, non chiedon 5 anni di tirocinio in Svezia. Ti chiedono: portami questi documenti tradotti e basta. Questo rende ancora la Svezia accessibile.
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November
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Lun Set 03, 2012 10:21 am

Hai mai preso in considerazione la Germania ?
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RoterSand
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Lun Set 03, 2012 12:06 pm

November ha scritto:
Hai mai preso in considerazione la Germania ?

Ci ho pensato, ho provato un giro di perslustrazione a Berlino, ed ho deciso che era meglio di no. Diciamo che temo di più il razzismo tedesco (non tanto quello "storico" quanto quello "recente") nei confronti degli italiani rispetto a quello svedese nei confronti delle "teste nere" in generale. In più, quando è stato il momento di prepararsi mi sono resa conto che il tedesco aveva una grammatica molto più complicata di quella svedese: non avevo intenzione di andare in un paese e far la scimmia a gesti. Almeno con lo svedese, dopo nove mesi di studio, sono stata in grado di prendere info sul Flyggbussarna e sono stata in grado di ordinare al bar appena atterrata. Poi che abbia problemi con l'accento di Gòteborb è un'altra cosa (tutta mia, del mio cervello). Poi ci si sono messe anche le conoscenze: ho conosciuto delle persone svedesi e quelle hanno fatto una specie di promozione della serie "Vieni in Svezia che si sta da paura!".

A me piace anche qua e percepisco che ci siano opportunità. Quello che volevo dire col mio post è che, in piena crisi economica, non c'è davvero un luogo in cui si stia bene. Quello che intendo dire è che con la crisi, se si va in Uk, in Germania (che ero è piena di spagnoli), in Svezia, in America, in Australia, sicuramente si avranno dei problemi, si dovranno subire tempi lunghi nella ricerca del lavoro. Ma, allo stesso tempo, quello che voglio dire è che non si può pensare che sia meglio restarsene in Italia a non far nulla. Intendo dire che l'italiano che parte adesso e prova in qualsiasi paese del mondo, rischia di tornare con le pive nel sacco, ma non per questo può essere trattato da cretino solo per considera di fare un salto del genere. Anche perché, già l'esser italiano e il vivere assieme ad italiani, ti pone sempre in condizione di svantaggio: per gli italiani all'estero, se parti ora che c'è la crisi sei un idiota. Per gli italiani che restano se parti ora sei un delinquente. Ma se resti chiuso nella stanzetta sei un bamboccione. Se cerchi lavoro consono alle tue qualifiche sei troppo vecchio (che in realtà, come nei casi degli infermieri sta solo ad indicare che non ti rinnovano il contratto per prendere un infermiere straniero da pagar meno). Se cerchi un lavoro "dove ci si sporca le mani" in Italia sei considerato a un passo dalla tomba. Allora la gente pensa di partire... ma se parti, di nuovo, sei un idiota e un delinquente perché poi (come si legge online) "Quelli se ne vanno e poi tocca a chi rimane pagar le tasse"... "Och så vidare"!
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vladimir
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Lun Set 03, 2012 4:49 pm

Ciao Rotersand,
coraggio, secondo me prima o poi la fortuna aiuta gli audaci. Sono d'accordo che tu abbia fatto meglio a partire, se non avevi lavoro in Italia. Posso darti un consiglio da "guaritore"? Sai cucinare? Presentati come cuoca italiana, sento dire che c'è necessità.
V.
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RoterSand
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Lun Set 03, 2012 11:46 pm

vladimir ha scritto:
Ciao Rotersand,
coraggio, secondo me prima o poi la fortuna aiuta gli audaci. Sono d'accordo che tu abbia fatto meglio a partire, se non avevi lavoro in Italia. Posso darti un consiglio da "guaritore"? Sai cucinare? Presentati come cuoca italiana, sento dire che c'è necessità.
V.

Ciao Vladimir. Me lo dicono in molti di provare come cuoca, ma devo dire che non oso propormi... Ho lavorato nella ristorazione come semplice cameriera e barista e ho visto come si lavorava in cucina. Il lavoro in cucina non è semplice. Non ho esperienza alcuna di cucina professionale. So cucinare, si ma non da pro. Son messi così male in Svezia che prenderebbero anche una newbie?! Very Happy Nelle offerte (ho anche provato) ho visto che vogliono almeno due anni di esperienza oppure vogliono il diploma... scratch scratch
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RoterSand
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Lun Set 03, 2012 11:54 pm

A dirla tutta mi sono proposta anche in un sito per agricoltori (a 14 anni ho fatto la stalliera per un anno e mezza circa, in un maneggio con 20 cavalli per cavalcare gratis. Poi ho un po' di esperienza in alcuni lavori manuali in giardino, anche roba tipo grosse potature), ma non ho avuto altra proposta se non quella di un'azienda vicino a Skävde per il solo vitto e alloggio. Un po' poco pensando che ho dato due mesi avanti qua per la casa in cui sto e buttarli via così per una zuppa di patate e un giaciglio...
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vladimir
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mar Set 04, 2012 8:14 am

lo so che non è semplice e non credo che prenderebbero una persona che non sia in grado di gestire la cucina. Però ho sentito almeno due ristoratori a Stoccolma disperati perchè non trovano cuochi italiani, al punto da prendere in considerazione l'ipotesi chiusura. Dovrebbe essere un consiglio per tutti quelli che vogliono partire per la Svezia: andate prima di partire a lavorare gratis nella cucina di un ristorante in Italia, sarebbe un'esperienza molto utile. Ed è pure un lavoro dove non serve saper parlare svedese...
Mi spiace di non poterti essere d'aiuto.
In bocca al lupo,
V.
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Fenrir
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mar Set 04, 2012 1:22 pm

Questa storia è interessante, realistica e molto attuale! Ormai è agli occhi di tutti che il lavoro sta diventando (ormai, per me, lo è già) un privilegio per pochi! Sono finiti i tempi in cui c'era necessità di gente che lavorava, indipendentemente da ciò che uno sa fare (perchè in pochi sanno veramente il loro mestiere, e si sono imparati facendolo) e a volte anche dalla lingua! Mi viene da ridere pensando che in italia un extracomunitario lavora tranquillamente senza manco conoscere la lingua italiana, mentre un italiano che sa tutto ed è anche diplomato, è perennemente disoccupato! Al contrario, se un italiano va all'estero e non sa la lingua non lavora... Ma se rimane in italia, non lavora lo stesso! Morale della favola forse è che l'italiano se la deve prendere costantemente in quel posto???

Ho letto diversi articoli, al di la delle notizie "complottistiche" oppure di parte, ma da quel che ho letto sto rivalutando l'opzione Svezia!
Io l'adoro, la amo, vorrei tanto viverci perchè adoro la natura, la tranquillità, la pace, e la totale solitudine, al contrario di molti italiani che amano pazzamente la movida, e preferiscono più che altro vivere affianco ad un vicino pettegolo che si impiccia degli affari di tutti, anzichè avere un albero affianco casa che si fa i fatti suoi e non rompe le scatole!
Ma non di solo natura e tranquillità purtroppo si vive... Le tasse vanno pagate... Il cibo costa... I servizi vitali altretanto! E come li paghiamo se non ci sono soldi?
Per non parlare del fatto che trovare casa, in Svezia, è veramente un privilegio che n'altro po manco gli svedesi stessi hanno. Forse la soluzione migliore è trovarla fuori la grande città... Ma non sempre il lavoro lo si trova in questi villaggi (che in italia dovrebbero essere l'equivalente dei paesi). Tra l'altro ho letto proprio che le banche Svedesi non se la passano granchè bene, e che sono sull'orlo della crisi anche li (e meno male che loro non hanno l'euro).
Insomma, notizie che non fanno ben sperare, nemmeno per questa bella nazione.

Comunque ti auguro ogni bene, e che la fortuna giri anche dalla tua parte!
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Isidur1
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mar Set 04, 2012 5:36 pm

Fenrir ha scritto:
Tra l'altro ho letto proprio che le banche Svedesi non se la passano granchè bene, e che sono sull'orlo della crisi anche li (e meno male che loro non hanno l'euro).
fonte? Avevo letto un articolo lo scorso anno ma si riferiva solo a dei problemi del gruppo NORDEA.
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Sweitzer77
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mar Set 04, 2012 5:48 pm

Fenrir ha scritto:
Questa storia è interessante, realistica e molto attuale! Ormai è agli occhi di tutti che il lavoro sta diventando (ormai, per me, lo è già) un privilegio per pochi! Sono finiti i tempi in cui c'era necessità di gente che lavorava, indipendentemente da ciò che uno sa fare (perchè in pochi sanno veramente il loro mestiere, e si sono imparati facendolo) e a volte anche dalla lingua! Mi viene da ridere pensando che in italia un extracomunitario lavora tranquillamente senza manco conoscere la lingua italiana, mentre un italiano che sa tutto ed è anche diplomato, è perennemente disoccupato! Al contrario, se un italiano va all'estero e non sa la lingua non lavora... Ma se rimane in italia, non lavora lo stesso! Morale della favola forse è che l'italiano se la deve prendere costantemente in quel posto???

Bella domanda...

Io sono andato in svezia già 6 volte e sono appena tornato dalla 7a. Visivamente rispetto a noi vedo che ancora esiste il ceto medio medio/basso medio/alto dividetelo come volete. Però almeno ogni svedese non pare passarsela cosi male. Sarà che frequento quelli che tu chiami villaggi (rispetto all'Italia in effetti) non ho mai vissuto le città svedesi a parte un po Göteborg quest'ultimo anno (per due volte) ma nei paesi in effetti trovare lavoro credo sia complesso, dipende da cosa si cerca.
I lavoretti che nei paesi sono molti ovviamente non li beccano certo gli immigrati, forse se sai parlare svedese, quinid non si può certamente partire cosi.
Alla fine anche in Svezia occorre iniziare con un piccolo capitale per resistere, imparare la lingua e trovare una casa, certo lo vedo fattibile specie per un giovane se lo confronto con l'Italia (da noi oramai siamo in un tunnel senza uscita). Io non avevo mai preso in considerazione seriamente di venire su in Svezia ma di questi tempi, l'idea balzana di qualche anno fa di aprire una piccola attività turistica e spostare anche la mia attuale attività in Italia li in Svezia sta facendosi largo. Qui oramai ho ben poche speranze di migliorare, nel giro di due anni si stanno mangiando tutti i progressi che la mia attività ha fatto. Merito di questo una cosa che in Svezia neanche sanno cos'è il doppiolavoro in nero, l'abuso di professione, il non pagare il lavoro terminato e finito. Infine le tasse inique.

Non so come sia il discorso banche in effetti è una curiosità che ancora non mi sono tolto, le banche in Svezia ti aprono un credito per un progetto? un prestito per un attività? Anche se vieni da fuori? Se non hai un quattrino ma delle idee?

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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mar Set 04, 2012 11:05 pm

Grazie a tutti per il supporto morale e per l'incoraggiamento! Penso che in questo momento ho letto nei vostri commenti quello che volevo leggere, anche se (è vero...) l'italiano sembra sempre prenderlo in quel posto.

Sweitzer77 ha scritto:

Non so come sia il discorso banche in effetti è una curiosità che ancora non mi sono tolto, le banche in Svezia ti aprono un credito per un progetto? un prestito per un attività? Anche se vieni da fuori? Se non hai un quattrino ma delle idee?

Guarda, io l'anno scorso avevo scaricato un opuscolo da questo sito: verksamt.se/portal/en_GB/web/international/home qua spiegano in inglese come avviene per aprirsi un'azienda in Svezia e che tipo di società ci sono. L'opuscolo era in inglese. Mi ricordo vagamente (calcola che quando lo leggevo avevo la giornata scandita fino alla notte piena dal doppio lavoro e dallo studio dello svedese, quindi possibile che abbia capito male perché non ricorda nemmeno più come mi chiamassi) di aver inteso che si parlasse proprio di "business angels".

Un altro sito che potresti trovare utile è questo: bolagsverket.se/in_english/

Io c'ho dato un'occhiata perché ho sempre avuto l'idea di aprirmi una mia attività, ma in Italia ho terrore a farlo: non tanto e non solo per le tasse alte, quanto per il "fisco presuntivo" che abbiamo. Su DoingBusiness.com addirittura la Danimarca aveva un ranking maggiore dell'Italia. Non sono le "troppe tasse" in sé, ma come queste vengono poi applicate. Poi c'hanno pure quel non so che di medioevale...
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Fenrir
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 10:42 am

Fortunatamente ho trovato l'articolo che avevo letto, così ve lo linko e traete le vostre conclusioni e pareri in merito:

http://www.informarexresistere.fr/2012/08/24/non-e-il-debito-pubblico/#axzz25ZvqTpva

Per chi non avesse voglia di leggere, sintetizzo: si parla del debito pubblico, della crisi economica mondiale, e si parla di ciò che succede in Svezia.
Ecco cosa viene detto:

Citazione :
Ma in generale il problema della montagna di debito creato dalle banche NON E’ STATO RISOLTO e si ripresenta ora in altre parti del mondo. C’è ora una bolla immobiliare in Scandinavia, mentre nel resto del mondo le case calavano in Svizzera, Germania, Austria e Scandinavia sono salite del 20 o anche 30% in due o tre anni, ma mentre in Germania ed Austria i prezzi erano fermi da 20 anni per cui non è aumento drammatico in Scandinavia erano già alti e ora i valori sono ridicoli. Soprattutto però i mutui sono esplosi e sono usciti report sul fatto che le banche svedesi e danesi sono nei guai anche loro perchè la gente si è caricata di mutui assurdi. Questo sotto è l’indice ad esempio dei prestiti alle famiglie in Svezia ad esempio e noti che dal 1990 è aumentato da 0.5 a 2.60 di cinque volte abbondanti

Che dovrei/dovremmo pensare???
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RoterSand
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 11:08 am

Della bolla immobiliare in Scandinavia ho sentito parlare solo per quel che riguarda la Norvegia (che per sua fortuna non è nemmeno nell'UE al contrario della Svezia). La notizia era di poche settimane fa e praticamente si diceva che in Norvegia avevano cominciato a lucrare sugli immobili alzandone il prezzo. L'UE si è detta "preoccupata" per il fenomeno temendo -appunto- la bolla. E la Norvegia (non ricordo per voce di quale istituzione) ha risposto all'UE: "preoccupata di che? Fatevi gli affari vostri che voi state crollando con i casini che fate: al massimo siamo noi che dovremmo preoccuparci per quando finirete a zampe per l'aria".

Per la Svezia: gli svedesi con cui parlo agli Språkcafé, i miei ex padroni di casa e la mia attuale padrona di casa dicono che le case in Svezia sono aumentate tantissimo e che ora chi chiede il mutuo per l'acquisto di un immobile deve avere almeno il 50% della costo dell'immobile stesso. Non sono in grado di valutare la gravità del cambiamento: quando vedo i prezzi esposti fuori delle agenzie mi sembrano ancora più economici di quelli che vedo a Roma... soprattutto per le dimensioni che molti immobili presentano ancora. Qua una casa di 55-60 metri quadri è considerata una casa da scapolo. Al massimo da coppia: da noi ci ficcano dentro una famiglia di 4 persone... e spesso chiedono l'80% del costo dell'immobile. Ma evidentemente se parlano di un aumento sugli immobili questo c'è stato. Pure se io sono abituata a vedere prezzi più alti e case più piccole Very Happy
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Fenrir
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 12:03 pm

Io abito in una città del sud, forse la peggiore città d'italia, ebbene, sai quanto costa un mq di appartamento quì? 1.600 € al mq!
Per non parlare che non esistono affitti con case arredate e tasse di consumo (quali luce, gas, telefono, ecc) incluse nel prezzo dell'affitto, e quindi vai a spendere una valanga di soldi al mese per poi spendercene altretanti per mobili, tasse, consumi, ecc...
La cosa che non mi piace è che in Svezia c'è difficoltà a trovare casa. Ho sentito parlare di persone che sono in lista d'attesa da non so quanto tempo, eddai...

Cioè, in Italia c'è la mafia del cemento, e infatti ci sono più case che persone, in Svezia invece ci sono più persone che case!
E' l'epoca degli opposti, che devo dire Rolling Eyes
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balorso
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 1:48 pm

Fenrir ha scritto:

La cosa che non mi piace è che in Svezia c'è difficoltà a trovare casa. Ho sentito parlare di persone che sono in lista d'attesa da non so quanto tempo, eddai...


Non diciamo fesserie.

In Svezia ci sono molte case e costano poco.

E' difficile trovare casa se cerchi a Stoccolma (oppure Malmö o Göteborg), allora devi avere un punteggio alto (piu' aspetti in coda, piu' aumenta il punteggio).

L'anno scorso era possibile trovare casa in affitto a Stoccolma nel giro di poche settimane, pero' gli appartamenti sono a Märsta.
(un po' come chi lavora a Milano e abita a Rho).

Tolte le tre grandi citta' di cui sopra (Malmö, Stockholm e Göteborg) e' facile trovar casa, sia affitto che acquisto.

Per il mutuo basta avere il 15% del capitale iniziale.
Non so che cosa hai capito allo språkcafe', ma tra femton e femtio e' facile confondersi.

Ho dato una letta veloce all'articolo linkato di informare per resistere, quando parla della Svezia, mi sembra che esageri....

E' vero che sono aumentati i tassi di interesse, e' vero che sono aumentati i prezzi delle case in alcune zone della Svezia (ma e' anche vero che in molte altre zone sono calati),
e' vero che si sente la crisi. ma non e' mica una catastrofe come scritto nell'articolo.
(parlo della Svezia, non m esprimo sul resto del mondo).

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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 4:44 pm

Balorso, le cose non me le invento io solo per il gusto di criticare o dire baggianate, leggi quì:

http://www.svedesidentro.it/come-faccio-a-trovare-casa-a-stoccolma/

Caso mai è il tale che ha scritto questo articolo su di un noto sito internet a dire fesserie? Ben venga, anzi, ci spero caro Balorso... Ci spero veramente!
Perchè si sa, l'italiano è un gran criticone, non gli sta mai bene niente, e quando si tratta di fare critiche costruttive, non ci riesce senza sparare a zero su tutto.

Io ho scritto queste cose perchè su internet girano queste voci. E siccome sono un giovane come tanti, a cui il futuro sta a cuore ma incute parecchia paura perchè ignoto, è normale che le "pippe" mentali se le faccia!

Se tu dici che, confrontando quell'articolo con la tua esperienza diretta da residente in Svezia, trovi delle incorrettezze, allora ti credo.
Perchè rimane sempre il mio più grande sogno di andare a vivere in Svezia...
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 6:28 pm

Fenrir ha scritto:
Balorso, le cose non me le invento io solo per il gusto di criticare o dire baggianate, leggi quì:

http://www.svedesidentro.it/come-faccio-a-trovare-casa-a-stoccolma/

Caso mai è il tale che ha scritto questo articolo su di un noto sito internet a dire fesserie? Ben venga, anzi, ci spero caro Balorso...


Nel messaggio di prima, ho risposto un po' a te e un po' a RoterSand. Andavo di fretta e non ho specificato.
Parlavamo di un articolo diverso da quello che tu citi adesso.

Parlando invece di questo articolo su svedesidentro, conosco personalmente chi lo ha scritto ed e' una persona affidabile (oltreche' simpatica).
Confermo quanto scritto sull'articolo, tutto.
Il problema di base e' che tutti gli italiani vogliono casa a Stoccolma subito e nonsi rendono conto che e' una citta' piccola e "antica".
E' come voler trovare casa a Roma davanti la fontana di Trevi.
Se vuoi trovare casa subito, la trovi in posti come Märsta, ovvero in culo al mondo (basta prendere il pendeltåg e inpocomeno di un ora arrivi in centro a Stklm)
Quello che Mauron ha scritto e' vero ma vale solo per Stoccolma. La Svezia e' molto grande, ci sono moltissimi posti dove e' facilissimo trovar casa.

Ti invito solo a non prendere per oro colato le voci che girano su internet, altrimenti si rischia di prendere abbagli e cantonate.
Altrimenti siva a finire con il solito discorso dove Svezia e' uguale a tasse, suicidi e donne facili.
La realta' e' molto piu' complessa.

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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 9:37 pm

balorso ha scritto:


Per il mutuo basta avere il 15% del capitale iniziale.
Non so che cosa hai capito allo språkcafe', ma tra femton e femtio e' facile confondersi.


Balorso, non ti incavolare, però: non c'è bisogno. Non stavo sparando a zero su nessuno: mi pare che fosse evidente che dicessi che non lo so non avendo ancora fatto domanda di mutuo in Svezia. Magari ho capito male come dici tu. Il mio ex padrone di casa però me lo ha detto in inglese... non so, magari pure li mi sono confusa fra fifteen e fifty... ad ogni modo io gliel'ho fatto riperete pure tre volte finché alla fine non lui stesso non ha detto "five zero". (E comunque il 50% mi sembra ancora poco se fosse... )
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 10:15 pm

RoterSand ha scritto:
balorso ha scritto:


Per il mutuo basta avere il 15% del capitale iniziale.
Non so che cosa hai capito allo språkcafe', ma tra femton e femtio e' facile confondersi.


Balorso, non ti incavolare, però: non c'è bisogno. Non stavo sparando a zero su nessuno: mi pare che fosse evidente che dicessi che non lo so non avendo ancora fatto domanda di mutuo in Svezia. Magari ho capito male come dici tu. Il mio ex padrone di casa però me lo ha detto in inglese... non so, magari pure li mi sono confusa fra fifteen e fifty... ad ogni modo io gliel'ho fatto riperete pure tre volte finché alla fine non lui stesso non ha detto "five zero". (E comunque il 50% mi sembra ancora poco se fosse... )

Anche a me risulta il 15%. Wink Così mi ha detto la banca e così ho sentito dire in giro, quindi ho pochi dubbi in merito. Il 50% sarebbe davvero tanto: non so se ci sarebbero molti Svedesi in in grado di comprarsi la casa, allora. Che io sappia, lo Svedese medio è costantemente indebitato, vuoi per la macchina, vuoi per il telefonino nuovo: la maggior parte ha pochissimo denaro sul conto in banca, perché lo stipendio se ne va quasi tutto in rate da pagare, quindi gli è difficile mettere da parte soldi per pagare subito una parte così sostanziosa.
Comunque sì, i prezzi, almeno a Stoccolma, sono raddoppiati nel giro di qualche anno, me lo hanno detto alcuni colleghi.

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Ultima modifica di Bad Grass Admin il Mer Set 05, 2012 10:23 pm, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 10:21 pm


Non sono incavolato, e' che mi disegnano cosi'......





Qui c'e' scritto che ti fanno il mutuo per comperare casa fino all 85%

http://www.nordea.se/Privat/Lån/Boende/Bolån/200244.html?WT.svl=mega-menu_lan_product_bolan

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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Mer Set 05, 2012 10:31 pm

RoterSand ha scritto:

quando vedo i prezzi esposti fuori delle agenzie mi sembrano ancora più economici di quelli che vedo a Roma... soprattutto per le dimensioni che molti immobili presentano ancora. Qua una casa di 55-60 metri quadri è considerata una casa da scapolo. Al massimo da coppia: da noi ci ficcano dentro una famiglia di 4 persone...

I prezzi esposti sono i prezzi di partenza dell'asta.
Ah, forse non sai che si fa l'asta per l'acquisto dell'appartamento lol!
E se anche ti sbilanci e vinci ma non stai simpatico al padrone di casa o alla cooperativa non compri.
Senza spiegazioni

Monolocali di 12 metri quadrati venduto a 1 200 000 korone, alloggi per studenti a Uppsala di 8,8 metri quadrati (articolo su Metro di alcuni giorni fa).

Io non commento

Ciao

Santo
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Gio Set 06, 2012 12:52 am

Rimini57 ha scritto:

Ah, forse non sai che si fa l'asta per l'acquisto dell'appartamento lol!
....
Monolocali di 12 metri quadrati venduto a 1 200 000 korone, alloggi per studenti a Uppsala di 8,8 metri quadrati (articolo su Metro di alcuni giorni fa).
Io non commento

Posto che a me non interessa assolutamente nulla perché non ho intenzione alcuna di comprarmi una casa (è un altro l'utente che si preoccupava... io rispondevo SENZA polemizzare)...
C'è una cosa che non capisco: se dico che alcuni svedesi mi hanno riferito che devono avanzare il 50% del totale della casa dico una fesseria. Ok, dico una fesseria: evidentemente gli svedesi son dei piagnoni mitomani. Io riporto chiacchiere di gente svedese con cui ho parlato sia in inglese che in svedese e che in entrambe le lingue mi parlano del 50% (che ripeto: non sarebbe manco tanto. Molti italiani ucciderebbero il direttore della banca per il 50%). That's it.

Poi se dico che a me i prezzi delle case che vedo non mi sembrano poi tanto alti "forse non so" che dico un'altra fesseria. Io faccio il confronto con la città in cui vivo e non solo. Anche a Roma si vendono appartamenti da 9 metri quadri senza finestre in seminterrato (anzi: tutto interrato) per 70 mila euro: dal 2007. Ad ogni modo non capisco: ste case (a parte Stoccolma) so care si o no? Balorso si agita e dice di no. Rimini57 non commenta e dice di si. Insomma? Chi di voi due ha ragione?


Ultima modifica di RoterSand il Gio Set 06, 2012 2:18 am, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Con la crisi è folle partire. Ed è folle restare   Gio Set 06, 2012 12:57 am

Bad Grass Admin ha scritto:

Anche a me risulta il 15%. Wink Così mi ha detto la banca e così ho sentito dire in giro, quindi ho pochi dubbi in merito.

Bè, ottimo, allora. Non so perché a me dicano sta cosa: forse temono che io voglia comprarmi una casa e quindi mi contan le balle. Infatti, anche un italiano che abita in Svezia da tre anni e a Gòteborg da due mi ha parlato di questo fantomatico 50%.
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