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 partita iva

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Ghiottone
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 10:44 am

raghibele ha scritto:
Exuvia ha scritto:
I costi auto invece non sono deducibili, ma e' previsto un rimborso kmetrico di 1,8 corone al chilometro, basato (non ridete) su una autocertificazione. Praticamente devi tenere nota di dove vai per lavoro e quanti km fai, poi alleghi l'elenco alla dichiarazione e calcoli la deduzione.
Ve l'ho mai detto che ho imparato a schilometrare le Saab a tre anni e mezzo? No, scherzo: è così facile "rubare", cioè sgranocchiare qualcosina in più, che non ti viene proprio di falsificare o di approfittartene. Oserei dire che la Svezia è come un bambino: potresti rubargli le caramelle in un attimo, ma li vuoi così bene da comperargliene altre! cheers
Infatti le leggi sono fatte per una mentalità svedese. Se vieni in Svezia vedrai come avrai sempre uno svedese alle calcagna che ti controlla, visto che persino gli stessi italiani si vantano di non osservare le regole una ragione in più diffidare di loro ti pare? Nelle discussioni sui posti di lavoro ti diranno che in ogni famiglia italiana c'é un mafioso.

Ma lo sai che molti italiani che hanno avuto figli da ragazze svedesi conviventi e non, hanno aspettato che i figli compissero i diciotto anni prima di riconoscerli, per non pagare per il mantenimento dei figli minorenni.
Mentre molti svedesi si sono divorziati continuando a convivere cosí la convivente prendeva il sussidio per l'affitto di chi é sottopagato.
Tanto che ora le autorità invitano i vicini a fare la spia se i padri vivono in casa con i figli.
Conclusione: altra mentalità altro modo di fregare il prossimo. Wink
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http://itrige.blogspot.com/2009/08/vi-lamnade-vart-hem.html
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 12:32 pm

itrige ha scritto:

Infatti le leggi sono fatte per una mentalità svedese. Se vieni in Svezia vedrai come avrai sempre uno svedese alle calcagna che ti controlla, visto che persino gli stessi italiani si vantano di non osservare le regole una ragione in più diffidare di loro ti pare?

Do' ragione agli svedesi Wink

Non voglio vestire i panni dell'anti-italiano ma come dare loro torto circa la diffidenza, il nuovo governo calpesta ogni principio di trasparenza: ha cancellato le regole della tracciabilità dei pagamenti per i professionisti (si torna ai contanti che non lasciano traccia ed agevolano il "nero"), ha cancellato le regole contro le "dimissioni in bianco" del lavoratore (Prodi aveva previsto una procedura telematica di dimissioni per evitare la firma sul foglio in bianco, il progetto era già avviato e realizzato), ecc...

affraid

spunti di lettura:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Ecco-la-nuova-lotta-di-classe/2040697/18
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 1:03 pm

mi sono trovato piu' di una volta nella posizione di rispondere alla domanda "ma e' vero che in Italia esiste la mafia?".

non ho mai potuto negarlo; o sempre cercato di far capire che la mafia dei gessati e delle ghette non esiste piu', se mai e' esistita in Italia (all'estero conoscono solo il modello "Padrino parte prima" e seguenti). Spiego che la mafia non e' solo criminalita' organizzata, ma e' anche mentalita' diffusa, quella dei favori in cambio di favori, di raccomandazioni in cambio di voti, di mazzette in cambio di permessi. Quella dell'impiegato pubblico che ti blocca una pratica finche' non gli fai un regalo, del maresciallo della finanza che ti blocca la ditta fino a che' non gli sganci il pizzo (visto coi miei occhi). Quella dei comuni che starano i semafori per lucrare sulle multe. Quella del padre di famiglia che evade il fisco. TUTTO questo e' il brodo culturale che permette alla mafia, quella vera dei mammasantissima, di esistere indisturbata. Perche' poi la classe politica che il paese esprime e' la diretta conseguenza della sua mentalita', anzi: ne incarna il peggio, perche' ormai la politica in Italia e' gestione del potere, e occorre avere pelo sullo stomaco e risorse ufficiali e ufficiose per poterci arrivare.
A questo aggiungete la quasi totale assenza di educazione e senso civici (visto che non vengono insegnati, e non a caso), un'analfabetismo di ritorno da rincoglionimento televisivo (l'Italia ha una televisione di cui in Burundi si vergognerebbero, altro che "Tv-deficiente"), l'individualismo spinto dell'italiano medio, il fatto che meta' degli italiani siano i cosidetti "furbi"...
Condite questo quadro con il fatto che dall'estero ci vedono e giudicano per i fatti, per le notizie che trapelano: sparatorie e omicidi di mafia (quella in Germania dell'anno scorso ha lasciato un'impressione terribile). Magistrati che saltano per aria. Corruzione a tutti i livelli. Truffe alla UE in continuazione e per miliardi. Provvedimenti legislativi che fanno strame delle piu' elementari regole di convivenza civile e cultura giuridica e sociale. Proclami razzisti che inneggiano a pallottole, fucili, cannonate sugli immigrati, pronunciate per di piu' da elementi di spicco del governo in carica.
La realta' e' che davvero, se si mette insieme tutto, meta' degli italiani sono mafiosi. E una percentuale anche superiore dei loro amministratori.
Ci metto dentro tranquillamente anche il Nord Italia, ormani non e' piu' una questione geografica... le mafie hanno solo una faccia diversa, ma sono al nord esattamente come sono al sud. Frequentano solo ambienti diversi (ricordo che una ricerca di qualche anno fa sanciva che il 25% degli esercizi commerciali lombardi fosse nato come riciclaggio di denaro mafioso... alla faccia della Moratti che ieri ha detto "queste cose non appartengono a Milano, perche' le hanno bloccato un cantiere in centro per infiltrazioni mafiose... le infrastrutture dell'intero nord Italia sono state costruite da ditte in odore di mafia, attraverso i subappalti, garantite dai politici).
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 1:06 pm

aggiungo:

dall'Italia, inebetiti dai media filogovernativi, voi non avete la minima idea dell'effetto devastante sulle opinioni pubbliche mondiali ogni volta che un Bossi (ripetutamente ministro della Repubblica e vicepresidente del consiglio), un Calderoli o un Borghezio aprono la bocca. Ci stiamo mangiando tutto il bonus di simpatia, pizza, volare oh-oh, Pavarotti e Bocelli che per quanto ingenuo e fuorviante ha fatto si' finora che gli italiani siano bene accolti un po' ovunque.
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 2:27 pm

gran bella definizione di mafia.

Abbandona i luoghi comuni ben impiantati dai film ma che contestualizza un fenomeno veramente vergognoso per il quale ti insegnano che per vivere bene si deve riuscire a fregare qualcuno, ad avere in tasca denaro non guadagnato per il proprio lavoro ma in cambio di un favore...

Io non ho parole per descrivere la mia rabbia nel sentire racconti nei quali finanzieri boicottano esercizi commerciali sino al fatidico "regalino"... sono felicissimo di non avere un mio negozio e di non lavorare per un commerciante perchè adesso avrei veramente la capacità di uccidere una persona che si comporta in questa maniera.

E' troppo azzardata come metafora quella per cui certi comportamenti sono un cancro per l'Italia? in caso una buona chemioterapia sarebbe DOVUTA!
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 2:58 pm

purtroppo la chemio (come sa chi ha avuto un familiare che l'ha fatta, cosa che non auguro a nessuno), spesso non e' meno devastante della malattia stessa. E' un cocktail di sostanze (provvedimenti) che viene dato dai medici (governo?) nella speranza che spazzando via tutto (intolleranza?) muoia anche il male. La soluzione non e' l'autoritarismo: nessun governo forte puo' migliorare un paese se e' l'espressione di quanto di peggio alberga in quel paese. Purtroppo da noi e' cosi' (destra e centro-sinistra cambia qualcosa, ma mica tanto, non ne faccio un discorso politico - prego notare la minuscola).
La "rivoluzione" deve cominciare dal basso, dall'uomo della strada che decide che ne ha abbastanza e comincia a pretendere correttezza ed onesta'. E che sceglie di agire secondo gli stessi principi. Purtroppo c'e' un'interazione continua, un circolo vizioso, per cui queste sono cose che dovrebbero essere inculcate dall'educazione, dalla scuola, dalla famiglia... e dall'esempio dei governanti. Per questo motivo le poche istituzioni italiane che mantengono saldi alcuni principi fondamentali della convivenza civile, come la Scuola e la Magistratura, dovrebbero essere tutelate e sostenute a spada tratta. E invece, e non e' un caso, sono i primi obiettivi della guerra che il ceto politico sta lanciando. E questa si' che e' un'affermazione Politica (prego notare la maiuscola).
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 3:11 pm

Exuvia ha scritto:
mi sono trovato piu' di una volta nella posizione di rispondere alla domanda "ma e' vero che in Italia esiste la mafia?".

non ho mai potuto negarlo; o sempre cercato di far capire che la mafia dei gessati e delle ghette non esiste piu', se mai e' esistita in Italia (all'estero conoscono solo il modello "Padrino parte prima" e seguenti). Spiego che la mafia non e' solo criminalita' organizzata, ma e' anche mentalita' diffusa, quella dei favori in cambio di favori, di raccomandazioni in cambio di voti, di mazzette in cambio di permessi. Quella dell'impiegato pubblico che ti blocca una pratica finche' non gli fai un regalo, del maresciallo della finanza che ti blocca la ditta fino a che' non gli sganci il pizzo (visto coi miei occhi). Quella dei comuni che starano i semafori per lucrare sulle multe. Quella del padre di famiglia che evade il fisco. TUTTO questo e' il brodo culturale che permette alla mafia, quella vera dei mammasantissima, di esistere indisturbata. Perche' poi la classe politica che il paese esprime e' la diretta conseguenza della sua mentalita', anzi: ne incarna il peggio, perche' ormai la politica in Italia e' gestione del potere, e occorre avere pelo sullo stomaco e risorse ufficiali e ufficiose per poterci arrivare.
A questo aggiungete la quasi totale assenza di educazione e senso civici (visto che non vengono insegnati, e non a caso), un'analfabetismo di ritorno da rincoglionimento televisivo (l'Italia ha una televisione di cui in Burundi si vergognerebbero, altro che "Tv-deficiente"), l'individualismo spinto dell'italiano medio, il fatto che meta' degli italiani siano i cosidetti "furbi"...
Condite questo quadro con il fatto che dall'estero ci vedono e giudicano per i fatti, per le notizie che trapelano: sparatorie e omicidi di mafia (quella in Germania dell'anno scorso ha lasciato un'impressione terribile). Magistrati che saltano per aria. Corruzione a tutti i livelli. Truffe alla UE in continuazione e per miliardi. Provvedimenti legislativi che fanno strame delle piu' elementari regole di convivenza civile e cultura giuridica e sociale. Proclami razzisti che inneggiano a pallottole, fucili, cannonate sugli immigrati, pronunciate per di piu' da elementi di spicco del governo in carica.
La realta' e' che davvero, se si mette insieme tutto, meta' degli italiani sono mafiosi. E una percentuale anche superiore dei loro amministratori.
Ci metto dentro tranquillamente anche il Nord Italia, ormani non e' piu' una questione geografica... le mafie hanno solo una faccia diversa, ma sono al nord esattamente come sono al sud. Frequentano solo ambienti diversi (ricordo che una ricerca di qualche anno fa sanciva che il 25% degli esercizi commerciali lombardi fosse nato come riciclaggio di denaro mafioso... alla faccia della Moratti che ieri ha detto "queste cose non appartengono a Milano, perche' le hanno bloccato un cantiere in centro per infiltrazioni mafiose... le infrastrutture dell'intero nord Italia sono state costruite da ditte in odore di mafia, attraverso i subappalti, garantite dai politici).

il problema più grande, è che tutto ciò fa parte di un sistema così grande e ben radicato da non poterci sottrarre ad esso. Chiunque viva in un sistema come questo, ne diventerà un ingranaggio e non illudiamoci di poter cambiare qualcosa, nessuno di noi potrebbe avere le risorse necessarie per farlo, non serve a nulla una volontà di ferro, servono mezzi. Solo un capo di governo illuminato forse ne avrebbe la possibilità, parafrasando qualcuno "a colpi di decreti", purtroppo è già difficile , se non impossibile, trovare un politico onesto, ora quante probabilità ci sono che riesca ad arrivare da qualche parte senza farsi corrompere?
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Hanselo
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 3:14 pm

Exuvia ha scritto:
purtroppo la chemio (come sa chi ha avuto un familiare che l'ha fatta, cosa che non auguro a nessuno), spesso non e' meno devastante della malattia stessa. E' un cocktail di sostanze (provvedimenti) che viene dato dai medici (governo?) nella speranza che spazzando via tutto (intolleranza?) muoia anche il male. La soluzione non e' l'autoritarismo: nessun governo forte puo' migliorare un paese se e' l'espressione di quanto di peggio alberga in quel paese. Purtroppo da noi e' cosi' (destra e centro-sinistra cambia qualcosa, ma mica tanto, non ne faccio un discorso politico - prego notare la minuscola).
La "rivoluzione" deve cominciare dal basso, dall'uomo della strada che decide che ne ha abbastanza e comincia a pretendere correttezza ed onesta'. E che sceglie di agire secondo gli stessi principi. Purtroppo c'e' un'interazione continua, un circolo vizioso, per cui queste sono cose che dovrebbero essere inculcate dall'educazione, dalla scuola, dalla famiglia... e dall'esempio dei governanti. Per questo motivo le poche istituzioni italiane che mantengono saldi alcuni principi fondamentali della convivenza civile, come la Scuola e la Magistratura, dovrebbero essere tutelate e sostenute a spada tratta. E invece, e non e' un caso, sono i primi obiettivi della guerra che il ceto politico sta lanciando. E questa si' che e' un'affermazione Politica (prego notare la maiuscola).

totalmente d'accordo con te.
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 3:26 pm

Hanselo ha scritto:

il problema più grande, è che tutto ciò fa parte di un sistema così grande e ben radicato da non poterci sottrarre ad esso. Chiunque viva in un sistema come questo, ne diventerà un ingranaggio e non illudiamoci di poter cambiare qualcosa, nessuno di noi potrebbe avere le risorse necessarie per farlo, non serve a nulla una volontà di ferro, servono mezzi. Solo un capo di governo illuminato forse ne avrebbe la possibilità, parafrasando qualcuno "a colpi di decreti", purtroppo è già difficile , se non impossibile, trovare un politico onesto, ora quante probabilità ci sono che riesca ad arrivare da qualche parte senza farsi corrompere?

sono d'accordo con te su tutto. Purtroppo il sistema Italia ormai e' strutturato in modo che non puoi scalare in alcun modo la Politica (notare la maiuscola) senza essere invischiato nei meccanismi della politica (notare la minuscola). In sostanza i partiti (quelli maggiori, gli altri non contano nulla ormai) sono strutturati in modo che sei onesto e integerrimo non ti fanno far carriera. Oppure te la fanno fare per tenerti nascosto.
Io sono l'ultima persona accusabile di qualunquismo, atteggiamento che odio dal profondo, ma questo e' un dato di fatto, non un'opinione.

Quando qualcuno riesce a far sentire la propria voce in modo autonomo, c'e' un intero apparato mediatico (che include anche quelli che dovrebbero fare "opposizione") pronto a impallinarlo: vedi Grillo e le sue battaglie di civilta' (scandaloso il modo in cui e' stata cancellata dall'etere l'ultima manifestazione - una cosa indegna) o Di Pietro, che viene ridotto a macchietta o messo brutalmente in condizione di non nuocere. Non a caso questi due nomi trovano i loro spazi esclusivamente sul web, ormai, che secondo me, nel panorama bloccato e condizionato dei media italiani, e' l'unico posto dove (con molta attenzione, peraltro) e' possibile trovare dell'informazione vera, del giornalismo vero, dell'attivismo Politico (notare la maiuscola) vero.
Pero' non basta, questa e' la realta', in un paese dove non si legge, non si approfondisce, non ci si impegna. La prospettiva civica italiana e' disperante.
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 3:42 pm

Exuvia ha scritto:
Hanselo ha scritto:

il problema più grande, è che tutto ciò fa parte di un sistema così grande e ben radicato da non poterci sottrarre ad esso. Chiunque viva in un sistema come questo, ne diventerà un ingranaggio e non illudiamoci di poter cambiare qualcosa, nessuno di noi potrebbe avere le risorse necessarie per farlo, non serve a nulla una volontà di ferro, servono mezzi. Solo un capo di governo illuminato forse ne avrebbe la possibilità, parafrasando qualcuno "a colpi di decreti", purtroppo è già difficile , se non impossibile, trovare un politico onesto, ora quante probabilità ci sono che riesca ad arrivare da qualche parte senza farsi corrompere?

sono d'accordo con te su tutto. Purtroppo il sistema Italia ormai e' strutturato in modo che non puoi scalare in alcun modo la Politica (notare la maiuscola) senza essere invischiato nei meccanismi della politica (notare la minuscola). In sostanza i partiti (quelli maggiori, gli altri non contano nulla ormai) sono strutturati in modo che sei onesto e integerrimo non ti fanno far carriera. Oppure te la fanno fare per tenerti nascosto.
Io sono l'ultima persona accusabile di qualunquismo, atteggiamento che odio dal profondo, ma questo e' un dato di fatto, non un'opinione.

Quando qualcuno riesce a far sentire la propria voce in modo autonomo, c'e' un intero apparato mediatico (che include anche quelli che dovrebbero fare "opposizione") pronto a impallinarlo: vedi Grillo e le sue battaglie di civilta' (scandaloso il modo in cui e' stata cancellata dall'etere l'ultima manifestazione - una cosa indegna) o Di Pietro, che viene ridotto a macchietta o messo brutalmente in condizione di non nuocere. Non a caso questi due nomi trovano i loro spazi esclusivamente sul web, ormai, che secondo me, nel panorama bloccato e condizionato dei media italiani, e' l'unico posto dove (con molta attenzione, peraltro) e' possibile trovare dell'informazione vera, del giornalismo vero, dell'attivismo Politico (notare la maiuscola) vero.
Pero' non basta, questa e' la realta', in un paese dove non si legge, non si approfondisce, non ci si impegna. La prospettiva civica italiana e' disperante.

Esattamente questo. condivido in pieno. E i media in questo senso giocano un ruolo fondamentale, si veda la vicenda Fede/rete quattro, troppo importante per essere spostato su satellite.
Con un panorama del genere è logico che ci siano cittadini che siano stanchi di tutto questo che guardino altrove.
Prevedo che forum come questo diventino sempre più popolari e a nulla servirà l'opera di alcuni (lasciatemi passare il termine) "frenatori". I cittadini onesti saranno tentati ad andarsene e l'Italia dovrà affrontare una selezione avversa.
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 4:07 pm

Mi sembra interessante sul tema l'opinione di Clara Sereni in un bel articolo di ieri, riporto qui la parte finale.

..Irresponsabilità e silenzio più gravi in altre parti d’Europa ma che hanno largamente riguardato anche degli italiani, con troppa facilità e continuità messisi al sicuro sotto la coperta calda degli “italiani brava gente”.

Credo che gli italiani siano tuttora, in larga misura, brava gente. Gente con il cuore in mano, soprattutto se il portafoglio è ben custodito. Ma la smemoratezza diffusa a larghe mani, il portafoglio mai come ora in pericolo, i rischi reali e quelli artatamente innescati, il disfacimento progressivo dei legami di solidarietà, la precarietà di una politica incapace di tenere insieme tutti i fili senza farli aggrovigliare, mi fa temere che sempre più siamo e saremo come le famose tre scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare, lasciando che qualcun altro se ne occupi, e che gli invisibili affondino nel loro mare (e non solo in senso figurato, come sappiamo). Convinti di salvarci aggrappandoci a privilegi che ci sembrano garantiti e ci fanno sentire al riparo: la cittadinanza, il colore della pelle, la cultura, le disponibilità economiche. Ma nessuno è garantito per sempre, quando i pezzi vanno via senza posa: nel silenzio sempre più cupo alla fine - come scriveva Brecht - entrerò fra gli invisibili anche io, anche tu, e non ci sarà più nessuno a gridare.

Per ricominciare a vedere gli invisibili con occhio partecipe, fuori dal silenzio, per non essere razzisti nel nostro fondo, c’è bisogno di un grande salto culturale, di quelli difficili. C’è bisogno che ciascuno riparta da sé, dalle proprie personali scimmiette. Perché, come diceva don Milani, “mi riguarda” è il contrario di “me ne frego”: concetto da tenere a mente, in questi tempi di fascismo rinascente. Quando si tende a dimenticare che i problemi li abbiamo tutti, ma uscirne ciascuno per proprio conto è egoismo sterile, mentre uscirne tutte e tutti insieme è Politica. Quella con la P maiuscola.



Per leggere l'articolo completo:

Il Paese dell’odio

http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5707
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   Gio Ott 02, 2008 4:15 pm

Alpo ha scritto:
Mi sembra interessante sul tema l'opinione di Clara Sereni in un bel articolo di ieri, riporto qui la parte finale.

..Irresponsabilità e silenzio più gravi in altre parti d’Europa ma che hanno largamente riguardato anche degli italiani, con troppa facilità e continuità messisi al sicuro sotto la coperta calda degli “italiani brava gente”.

Credo che gli italiani siano tuttora, in larga misura, brava gente. Gente con il cuore in mano, soprattutto se il portafoglio è ben custodito. Ma la smemoratezza diffusa a larghe mani, il portafoglio mai come ora in pericolo, i rischi reali e quelli artatamente innescati, il disfacimento progressivo dei legami di solidarietà, la precarietà di una politica incapace di tenere insieme tutti i fili senza farli aggrovigliare, mi fa temere che sempre più siamo e saremo come le famose tre scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare, lasciando che qualcun altro se ne occupi, e che gli invisibili affondino nel loro mare (e non solo in senso figurato, come sappiamo). Convinti di salvarci aggrappandoci a privilegi che ci sembrano garantiti e ci fanno sentire al riparo: la cittadinanza, il colore della pelle, la cultura, le disponibilità economiche. Ma nessuno è garantito per sempre, quando i pezzi vanno via senza posa: nel silenzio sempre più cupo alla fine - come scriveva Brecht - entrerò fra gli invisibili anche io, anche tu, e non ci sarà più nessuno a gridare.

Per ricominciare a vedere gli invisibili con occhio partecipe, fuori dal silenzio, per non essere razzisti nel nostro fondo, c’è bisogno di un grande salto culturale, di quelli difficili. C’è bisogno che ciascuno riparta da sé, dalle proprie personali scimmiette. Perché, come diceva don Milani, “mi riguarda” è il contrario di “me ne frego”: concetto da tenere a mente, in questi tempi di fascismo rinascente. Quando si tende a dimenticare che i problemi li abbiamo tutti, ma uscirne ciascuno per proprio conto è egoismo sterile, mentre uscirne tutte e tutti insieme è Politica. Quella con la P maiuscola.



Per leggere l'articolo completo:

Il Paese dell’odio

http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5707

Alpo tu conti di tornare in italia? Sei in Svezia per imparare e studiare più che puoi da un paese che se la cava bene per poi tornare qui da noi?...lo spero proprio...
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MessaggioTitolo: Re: partita iva   

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